La prima giornata di Duezerocinquezero, il Forum nazionale sull’energia e sulla sostenibilità in corso a Padova, è proseguita con un momento di approfondimento dedicato all’efficienza energetica, tema centrale nel più ampio percorso della transizione. Il confronto, promosso da AssoESCo, ha visto tra i protagonisti Paolo Arrigoni, già presidente del GSE, insieme a rappresentanti istituzionali ed esperti del settore.
Nel suo intervento, Arrigoni ha posto subito l’attenzione su un elemento chiave per lo sviluppo del comparto, ovvero la stabilità normativa, sottolineando che “è fondamentale per consentire programmazione e investimenti”. Un aspetto che, secondo l’ex presidente del GSE, rappresenta una condizione imprescindibile per attrarre capitali e dare continuità alle politiche energetiche.
Entrando nel merito, Arrigoni ha definito l’efficienza energetica come un pilastro strategico: “La considero la rinnovabile per eccellenza e l’arma più importante per affrontare la crisi energetica”. Ridurre i consumi, ha spiegato, significa non solo abbattere le bollette, ma anche diminuire la dipendenza energetica del Paese e l’utilizzo di combustibili fossili.
Tuttavia, il percorso italiano è stato caratterizzato da discontinuità. Arrigoni ha evidenziato come molte misure siano nate in risposta a emergenze contingenti, generando effetti distorsivi: “In Italia ci sono degli ‘stop and go’ perché delle misure di sostegno […] molte volte nascono sull’emergenza e sono troppo generose e, quindi, non sostenibili”. Tra gli esempi citati, il Superbonus e il Conto Energia, che, pur avendo stimolato il settore, hanno prodotto squilibri significativi.
In particolare, sul Superbonus ha osservato che “ha fatto schizzare in alto i costi dei materiali, ha alterato il mercato e soprattutto ha creato un enorme buco nelle casse pubbliche”, a fronte di una riqualificazione limitata (di appena il 5%) del patrimonio edilizio. Diverso il caso dei Certificati Bianchi, giudicati positivamente per il rapporto costi-benefici, ma caratterizzati da una complessità che ne limita la diffusione.
Accanto alle criticità, Arrigoni ha evidenziato anche segnali incoraggianti, come il progressivo avvio della misura Transizione 5.0 e l’evoluzione del Conto Termico 3.0, che ha ampliato la platea dei beneficiari e degli interventi finanziabili. Tuttavia, ha avvertito, resta aperto il nodo della sostenibilità finanziaria: l’elevato numero di richieste e l’impatto sugli oneri di sistema rendono difficile mantenere un equilibrio stabile, contribuendo ai rallentamenti del sistema.
Un altro punto centrale del suo intervento ha riguardato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, operatori e utenti finali. Arrigoni ha ricordato che il sistema energetico è intrinsecamente complesso e deve essere governato tenendo conto del cosiddetto trilemma — sicurezza, sostenibilità e accessibilità economica — sottolineando inoltre che non tutto è elettrificabile e che le rinnovabili, pur fondamentali, presentano limiti legati alla programmabilità.
In questo contesto, ha citato alcune esperienze virtuose di collaborazione, come l’Energy Release 2.0, “costruita con le ESCo, con i beneficiari e le istituzioni”, e la misura FER X Transitorio, che ha consentito di portare in posizione ammissibile circa 10 GW di nuova capacità rinnovabile, con benefici attesi anche in termini di riduzione degli oneri di sistema.
Guardando alle priorità normative, Arrigoni ha indicato alcune direttrici di intervento nel breve periodo. Tra queste, la necessità di risolvere le criticità legate al partenariato pubblico-privato, il corretto recepimento della direttiva NIS2 e della normativa sull’efficienza energetica, oltre all’attuazione delle più recenti direttive europee sui mercati e sulle rinnovabili.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di coinvolgere attivamente le ESCo e di definire criteri selettivi efficaci, evidenziando come le nuove configurazioni di autoconsumo diffuso rappresentino un’opportunità concreta per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, soprattutto in un contesto economico complesso.
L’intervento di Arrigoni ha così offerto una lettura articolata del ruolo dell’efficienza energetica nella transizione, mettendo in luce la necessità di politiche stabili, strumenti ben calibrati e una collaborazione strutturata tra tutti gli attori coinvolti.
Sull’argomento sono tornati successivamente Raffaele Spallone (Mimit, Divisione Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e l’analisi dei settori produttivi) Ilaria Bertini (direttore del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica – di Enea), Pierluca Merola (Commissione europea, DG Energia, Policy officer, Unità efficienza energetica) e Andrea Maria Felici (direttore generale della Direzione Domanda ed Efficienza Energetica del Mase).



