Ministro Pichetto Fratin: “Il futuro industriale dell’Italia passa anche dall’energia nucleare”

Editoriali

JRP Nucleare presenta i primi risultati al Politecnico di Milano sugli scenari energetici italiani e il ruolo strategico dell’atomo per la competitività del Paese.

 

Milano, 18 maggio 2026 – Il nucleare torna al centro della strategia energetica italiana. A un anno dalla nascita della Joint Research Partnership Nucleare (JRP Nucleare), il Politecnico di Milano presenta i primi risultati delle attività di ricerca dedicate agli scenari energetici nazionali e al ruolo del nucleare nello sviluppo industriale del Paese.

 

“Le analisi sono chiare: entro il 2040 la domanda energetica nazionale supererà la soglia dei 400 TWh. Di fronte a questa esplosione dei consumi, l’Italia è chiamata a una scelta di campo definitiva: sviluppo o decrescita. Per vincere la sfida della decarbonizzazione e garantire la nostra permanenza nel G7, il nucleare deve tornare a essere protagonista.
Siamo un Paese che vanta competenze nel settore nucleare seconde solo alla Francia: un patrimonio di conoscenza che abbiamo il dovere di attivare. Entro l’estate il Parlamento dovrebbe approvare in via definitiva la legge delega. Entro la fine dell’anno, con la definizione dei decreti delegati auspico che chiuderemo il processo giuridico e normativo per consegnare alla nazione condizioni certe e regole chiare. La discriminante per restare tra le grandi potenze industriali è l’energia, e l’integrazione del nucleare nel nostro mix energetico è la chiave di volta. Non è una sfida personale, è la sfida storica di un intero Paese che non vuole smettere di correre”, ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

 

L’iniziativa è stata presentata nell’Aula Magna del Politecnico di Milano alla presenza di Gilberto Pichetto Fratin, in un momento in cui il dibattito sul nucleare è tornato centrale anche nel quadro del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

 

Nata nel 2025, la JRP Nucleare riunisce imprese, istituzioni, ricercatori e stakeholder con l’obiettivo di sviluppare analisi, competenze e strategie a supporto delle future politiche energetiche italiane. Ne fanno parte il Politecnico di Milano con Fondazione Politecnico di Milano, AIN Associazione Italiana Nucleare e quattro aziende fondatrici: Enel, Eni, Edison e Ansaldo Nucleare.

 

Obiettivo della partnership: rafforzare il posizionamento industriale italiano nelle future filiere nucleari europee e contribuire alla risposta al cosiddetto “trilemma energetico”: decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività industriale.

 

“Il sistema nucleare europeo è già oggi altamente autonomo: oltre il 90% della tecnologia, della proprietà intellettuale e della filiera industriale è sviluppato e gestito in Europa – precisa Marco Ricotti, Direttore scientifico della JRP Nucleare e docente di Impianti Nucleari presso il Politecnico di Milano. Questo vale per tutte le fasi del ciclo nucleare: dall’arricchimento e dalla fabbricazione del combustibile, fino alla progettazione, costruzione, gestione e smantellamento dei reattori. L’unica materia prima per cui conviene affidarsi all’estero è l’uranio naturale “grezzo”, che però può essere importato da Paesi politicamente stabili e alleati come Australia e Canada, detentori rispettivamente della prima e della terza riserva mondiale di uranio. Inoltre, l’Italia dispone ancora oggi della seconda filiera industriale nucleare d’Europa dopo la Francia: un dato significativo, soprattutto considerando che la Francia gestisce 57 reattori nucleari, mentre l’Italia attualmente non ne ha nessuno operativo.”

 

Nel primo anno di attività, la JRP Nucleare ha concentrato il proprio lavoro su due temi considerati strategici per il futuro energetico del Paese: gli scenari di pianificazione energetica nazionale e gli schemi di governance e finanziamento di impianti futuri, con un focus sul ruolo del nucleare nello sviluppo dei Data Centre. All’approfondimento hanno collaborato i gruppi di ricerca guidati dalla prof. Emanuela Colombo (Dip. Energia) e dal prof. Giorgio Locatelli (Dip. Ing. Gestionale).

 

“Questi due temi sono perfettamente in linea con la necessità di proseguire il lavoro avviato nell’ambito della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile del MASE, con valutazioni e studi approfonditi che dovranno sistematicamente accompagnare il programma nucleare italiano. Ciò al fine di analizzare con rigore scientifico l’impatto che la reintroduzione dell’energia nucleare può avere sul mix energetico e sull’economia nazionali, considerando in modo integrato i profili della sicurezza, della sostenibilità, della competitività e dello sviluppo industriale del Paese”, dichiara Stefano Monti, Chair dell’Advisory Board della JRP Nucleare.

 

Secondo le analisi presentate, il nucleare rappresenterebbe una leva strategica per rafforzare la sicurezza energetica nazionale e garantire maggiore stabilità al sistema elettrico italiano e confermare gli obiettivi di decarbonizzazione.

 

“L’opzione nucleare si dimostra scelta strategica per rafforzare la sicurezza energetica nazionale e l’affidabilità del sistema elettrico. I risultati delle analisi dimostrano la coerenza di quanto già mostrato nel PNIEC, con un contributo nucleare minimo tra gli 8 e i 16 GWe in grado di generare una significativa efficienza del sistema rispetto a scenari senza questa tecnologia” afferma Luca Mastrantonio, Head of Nuclear Innovation di Enel.

 

Lorenzo Mottura, Direttore Strategia, Sviluppo Corporate e Innovazione di Edison, aggiunge: “Nel confronto tra scenari con e senza il nucleare, emerge che le rinnovabili hanno un ruolo chiave nel ridurre il costo di generazione elettrica. Tuttavia, se vogliamo garantire l’adeguatezza e il contenimento dei costi di sistema, è fondamentale mantenere almeno un 20% di capacità programmabile. Il nucleare può assolvere questo compito meglio di altre fonti consentendo di risparmiare nel tempo centinaia di miliardi di euro e dotando l’Italia di un sistema completamente decarbonizzato, sicuro e più resiliente.”

 

Sul fronte industriale, Ansaldo Nucleare evidenzia le ricadute in termini di competitività del Paese.
“L’opzione nucleare, più di altre scelte tecnologiche, si dimostra capace di rafforzare la base industriale del Paese, consolidando le filiere nazionali già esistenti, sviluppando competenze di alto profilo, generando valore aggiunto e contribuendo alla riduzione della dipendenza dagli import di energia e di materiali critici”, commenta Daniela Gentile, Amministratrice Delegata di Ansaldo Nucleare.

 

Infine, Francesca Ferrazza, Head of Magnetic Fusion Initiatives di Eni ha evidenziato: “Per la realizzazione di impianti da fonte nucleare sostenibile sarà indispensabile garantire una governance solida insieme ad un quadro normativo chiaro e differenziato per tipologia di impianti, in ottica di riduzione delle tempistiche di sviluppo e di adozione.  Solamente attraverso un approccio sistemico si potranno abilitare i finanziamenti necessari, riducendone il rischio imprenditoriale”.

 

Uno dei focus affrontati dalla JRP Nucleare ha trattato il tema dei Data Centre, spinti dalla crescita dell’intelligenza artificiale e dalla crescente domanda di capacità computazionale. Strutture che richiedono grandi quantità di energia continua e affidabile, diventando un nodo centrale per competitività e sovranità tecnologica.

 

“In prospettiva i piccoli reattori modulari (SMR) e quelli avanzati (AMR) potranno offrire ai Data Centre una fonte altamente affidabile di energia elettrica a basse emissioni, e costi operativi fissi. A loro volta, i Data Centre potranno contribuire allo sviluppo del nucleare in Italia svolgendo il ruolo di acquirente di lungo periodo e contribuendo all’investimento, grazie all’elevata affidabilità creditizia e alla disponibilità di capitali”, dichiara Marco Ricotti, direttore scientifico della JRP Nucleare e docente di Impianti Nucleari presso il Politecnico di Milano.

 

Nei prossimi mesi la JRP Nucleare proseguirà le attività di ricerca e analisi con nuovi approfondimenti dedicati agli scenari energetici, alla filiera industriale italiana e all’evoluzione delle tecnologie nucleari avanzate.
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