PNRR: I RITARDI CHE METTONO A RISCHIO OPERE, IMPRESE E PROFESSIONISTI

Editoriali

A Catania al centro le criticità della fase conclusiva e il rischio di restituzione delle somme già versate

La Sicilia è tra le regioni nelle quali il comparto edile ha avuto un forte sviluppo negli ultimi anni grazie al Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza. Lo dimostrano i dati significativi rilevati durante il convegno “Le fasi finali del PNRR: governare tempi e criticità nella fase di esecuzione del contratto pubblico” organizzato a Catania dall’Ordine degli Ingegneri della provincia etnea e da Ance Catania. In Sicilia l’andamento della spesa in conto capitale dei comuni, a partire dal 2020 al 2025, è triplicata, da 500 milioni a 1 miliardo e mezzo. Tuttavia il conto alla rovescia del PNRR sulle scadenze è quasi concluso, il 30 giugno 2026 è il termine ultimo e le conseguenze per i cantieri incompleti graverebbero a catena su tutti gli attori del comparto. Tra le imprese, i professionisti e le istituzioni il dibattito è aperto, evolvono le previsioni e avanzano le proposte.

«Il PNRR ha innescato uno straordinario impulso al Pil dell’Italia – ha sottolineato Mauro Scaccianoce, presidente dell’Ordine degli Ingegneri etneo – Tuttavia è stato uno sviluppo compresso, i professionisti hanno fatto il massimo in tempi brevissimi; a giugno la scadenza operativa. Abbiamo proposto al Governo di valutare il riutilizzo delle risorse non spese, di mirare alla riprogrammazione organica delle opere e di valutare, caso per caso, se ci saranno responsabilità reali o se invece i ritardi sono dovuti solo ai tempi compressi».

«Una fase che ci preoccupa – afferma Rosario Fresta presidente di Ance Catania – per ritardi e difficoltà nel completamento di alcune opere, sui quali oggi incide l’aumento dei costi dei materiali a causa dei conflitti in Medio Oriente, che pesano sulla chiusura del PNRR e, in generale, sulla crescita economica del Paese. Occorre trovare soluzioni per completare le opere nell’interesse di tutti. Il PNRR, al di là di ritardi e revisioni, ha rappresentato una profonda innovazione con target chiari, obiettivi precisi, risorse certe. Manteniamo per la spesa il modello PNRR, correggendo gli aspetti che hanno funzionato di meno».

«Abbiamo avviato un monitoraggio sugli interventi PNRR attraverso la banca dati CNCE, operativa da novembre 2021, limitatamente a gare di importo superiore a 40mila euro. Si è rilevato che in Sicilia risultano finanziati circa 1.300 cantieri di cui il 74% (elaborazioni Ance su dati CNCE Edilconnect, aggiornati aprile 2026) è in uno stato avanzato o concluso di realizzazione – chiarisce Amalia Sabatini Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi di Ance – Nella Città Metropolitana di Catania si concentra il maggior numero di interventi, 267 cantieri e circa il 75% sono conclusi o in avanzato stato di realizzazione».

«Catania è stata destinataria di circa 210 milioni di euro, di cui 85 milioni relativi ai Piani Urbani Integrati – spiega Fabio Finocchiaro, direttore della direzione Politiche Comunitarie e Fondi Strutturali, Sport, Lavori Pubblici del Comune di Catania – Ad oggi siamo al 72% dello stato di avanzamento complessivo degli interventi PNRR. Contiamo di arrivare all’80% a fine giugno. Quanto non si riuscirà a completare, relativamente ai PUI, ovvero quel 20-25%, pari a circa 20 milioni, troverà copertura all’interno del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC). Gli interventi potenzialmente interessati sono il Parco Urbano Monte Po Acquicella, l’Urban Center a San Berillo e il collegamento RFI Ognina».

«Nel caso in cui le opere finanziate dal PNRR non siano completate, è a rischio il finanziamento integrale dell’opera con la restituzione delle somme già versate – precisa l’avvocato Andrea Scuderi, intervenuto durante i lavori con l’avvocato Fabrizio Belfiore sugli aspetti legali – Questo obbligo graverebbe sullo Stato che però avrebbe rivalsa nei confronti dei soggetti attuatori, i quali a loro volta potrebbero chiamare in garanzia le imprese esecutrici. Si innesterebbe un circuito di imposte e restituzioni con un effetto pesante sul comparto. L’obiettivo è anticipare queste conseguenze, con adeguati rimedi di natura amministrativa e legale».

«Il rush finale è molto intenso, siamo prossimi alla dead line – evidenzia Andrea Gnudi, presidente dell’Ordine Ingegneri di Bologna – occorre uno sforzo collegiale, nessun attore può tirarsi indietro. Questo tema è estremamente attuale e controverso perché grava in maniera rilevante su colleghi professionisti, costruttori e stazioni appaltanti».

I lavori del convegno, moderati dalla direttrice di Ance Catania Ines Petrilla, si sono conclusi con il componente del Consiglio Superiore Lavori Pubblici e già presidente del TAR Campania Vincenzo Salamone che ha trattato le ragioni dei ritardi che gravano su quest’ultimo miglio.

 

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