MARINI: DA LUPO DELLA MARSICA A LUPO DI MARE

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Con un Presidente della Repubblica proveniente dalle storiche fila della sinistra riformista, l’incarico per un governo, seppur “finalizzato”, che provasse a verificare la possibilità del varo di una nuova legge elettorale, non poteva che essere assegnato all’altra metà dell’universo politico del neo-Partito Democratico.
 
\"\"Oltretutto, era da tempo che un impegno contratto dallo stesso Massimo D’Alema, con l’allora segretario del PPI Franco Marini, aspettava l’occasione propizia per essere saldato. Il Presidente di Palazzo Madama, nell’accettare l’incarico, si è detto consapevole del compito gravoso e della necessità di essere rapidi nonché decisi. E da buon alpino abruzzese si è ripromesso di avere: “D’aquila penne e ‘ugne’ da leonessa”.
 
Gli effetti non si sono fatti attendere. Non era ancora calata la mezzanotte, che le prime novità sopraggiungevano da casa Udc. I senatori centristi Bruno Tabacci e Mario Baccini lasciano Casini e Buttiglione, per dar vita alla Rosa Bianca, in attesa di poter incrociare altre flotte in cerca di rotta. In particolare, le torpediniere di Savino Pezzotta e i dragamine di Antonio Di Pietro.
 
Tra appuntamento referendario, scomposizioni e ricomposizioni in vista dell’unanime reclamo di una nuova legge elettorale (anche la Corte Costituzionale ha detto che quella attuale e quantomeno “carente” e presenta presupposti per vizi di legittimità), contestazioni sociali in atto e scadenze internazionali di estrema delicatezza, c’è da affrontare un mare aperto ricco di insidie e imprevisti.
 
In tempi di questa fattura le sole buone intenzioni non bastano. Tocca ai fuoriclasse fare la propria parte. Il fatto relativamente nuovo, allora, è che il binomio di ferro torna in campo, magari anche per tenere in rotta un Partito Democratico alquanto insubordinato. L’approvazione di Walter veltroni è nei fatti.
 
Con l’investitura istituzionale, ricevuta da Giorgio Napolitano, la traversata assume tutt’altro aspetto. Difficile, perigliosa, ma non impossibile. La tenacia dell’alpino Marini ha ritrovato una sponda fidata. Sa di poter contare anche sull’esperienza e l’abile uso delle vele del nocchiero D’Alema. E vuoi vedere che alla fine da “lupo della Marsica” non diventerà anche lui “lupo di mare”?
 
di Antonio V. Gelormini

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