CON LA FINANZIARIA AUMENTA LA PRESSIONE FISCALE SULLE COOPERATIVE SOCIALI: UN DANNO PER IL SISTEMA PAESE

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“Una manovra finanziaria in tempo di crisi dovrebbe preoccuparsi di sostenere le cooperative più che di escogitare forme per applicare ad esse un maggiore carico fiscale”. Non usa mezzi termini Giuseppe Guerini, Presidente di Federsolidarietà, organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali, mutue ed imprese sociali aderenti a Confcooperative, intervenendo sulla testata on line ilsussidiario.net, per criticare il taglio degli incentivi fiscali alle cooperative sociali contenuto nel nuovo testo della finanziaria in via di approvazione parlamentare.

Una tassazione del 3% sugli utili di bilancio, che rischia di mettere in ginocchio un settore fondamentale per la realizzazione di un welfare a misura di cittadino, che impiega oltre 300.000 lavoratori, di cui 26.000 soggetti svantaggiati, nelle quasi 9.000 cooperative attive su tutto il territorio nazionale. Un aggravio fiscale che potrebbe suonare come un piccolo sacrificio, in tempi in cui la solidarietà nazionale e l’interesse per il bene comune dovrebbero essere prioritari rispetto alle istanze delle singole categorie;  tuttavia la perdita di utili per le cooperative, che non si ripartiscono mai tra i soci, ma quindi colpisce lo sviluppo e l’incremento delle imprese, oltre che a produrre un danno enorme al sistema sociale del paese, rischia di avere una ricaduta negativa sulle casse pubbliche, sia sull’amministrazione centrale sia, e soprattutto, su quelle locali, sempre più in affanno nell’assicurare ai cittadini servizi di qualità. Il sistema della cooperative sociali, infatti, garantisce, soprattutto a livello locale, in sinergia Regioni e Comuni, l’attivazione di servizi di natura socio assistenziale, educativa e di inserimento lavorativo, di cui difficilmente gli Enti locali sarebbero in grado di farsi carico in modo esclusivo.

Un modello di welfare virtuoso, il nostro, che non è semplicemente mutualistica assistenza, ma una vera e propria forma di partecipazione democratica, e che rischia di subire una brusca battuta d’arresto: “in gioco – scrive Guerini – c’è la salvaguardia del principio di sussidiarietà come cardine dello Stato del terzo millennio”, principio sancito dall’art.118 della Costituzione, su cui si fonda il sistema di coesione sociale del nostro Paese e la possibilità di una vita dignitosa per migliaia di cittadini svantaggiati. La tenuta di questo sistema, oggi più di ieri è fondamentale per le sorti di un Paese in cui la crisi economica rischia di innescare una crisi sociale di proporzioni drammatiche.

di Marco Esposito

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