ANCE Puglia: le criticità del nuovo Codice degli Appalti ostacolano la partecipazione delle imprese pugliesi ai bandi pubblici

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La riforma del Codice degli Appalti e l’elevato livello di specializzazione che disciplina la contrattualistica pubblica rendono spesso problematica la partecipazione delle imprese pugliesi ai bandi pubblici. Nonostante l’inversione di tendenza per i bandi di gara per opere pubbliche in Puglia – che tornano a crescere dopo anni di flessioni – la partecipazione ai bandi è limitata alle realtà imprenditoriali più strutturate.

Per diffondere le competenze in materia di appalti pubblici e favorire la partecipazione delle imprese pugliesi ai bandi di gara si è tenuto oggi in  Confindustria Bari e BAT il convegno ‘La contrattualistica pubblica per le imprese’ organizzato dai Giovani imprenditori di Confindustria e Ance Bari e BAT, con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, dell’Ordine degli Avvocati di Bari, dell’UNAGRACO – Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili – e dell’ISFORM & Consulting.

Nel corso dell’evento Giuseppe Diretto, vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, ha presentato la prima edizione del Master per “Consulente aziendale gare e appalti pubblici”, in partenza il 16 novembre, organizzato da ISFORM & Consulting per formare imprese e consulenti aziendali su contrattualistica pubblica, gare europee e MEPA, lo strumento di commercio elettronico utilizzato dalla PA italiana per gli acquisti di beni e servizi.

Sono intervenuti Luigi De Santis e Mauro Ceglie rispettivamente presidente del Gruppo Giovani di ANCE Puglia e consigliere di ANCE Bari e BAT, Domenico De Bartolomeo e Mario Aprile, rispettivamente presidente di Confindustria Bari e BAT e del Gruppo Giovani dell’associazione, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bari Roberto Masciopinto, il magistrato del TAR Puglia Alfredo G. Allegretta, l’avvocato amministrativista Carmine Rucireta e i due direttori di Ripartizione del Comune di Bari Piera Nardulli (‘Stazione unica appaltante, contratti e gestione lavori pubblici’) e Domenico Tondo (‘Infrastrutture, viabilità e opere pubbliche).

«La complessità della nuova disciplina che regolamenta la materia dei bandi pubblici – ha sottolineato Luigi De Santis, presidente dei Giovani imprenditori di ANCE Puglia – necessita di un approfondimento ed è per questo motivo che l’ANCE, insieme a Confindustria, ha organizzato un momento di incontro e di confronto tra le imprese e i massimi esperti della materia; solo attraverso l’aggiornamento e la formazione le imprese potranno acquisire consapevolezza per cogliere al massimo le occasioni offerte dalla ripresa del comparto pubblico dell’edilizia, soprattutto nel Mezzogiorno.  A tal fine sarebbe auspicabile la messa a disposizione di modelli di bando in grado di consentire una certa uniformità di approccio».

Secondo il recente Rapporto Ance ‘Le infrastrutture per la competitività del Mezzogiorno’, infatti, nei primi otto mesi del 2018 si è registrata una crescita del 38,3% del numero delle gare pubblicate in Puglia rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 634 a 877) e, soprattutto, un incremento del valore delle gare del 125,7% (da 517 milioni a 1,167 miliardi del valore), terza performance in Italia dopo Valle d’Aosta e Campania. A fronte di questa ripresa del comparto pubblico dell’edilizia in Puglia non corrisponde, però, una più ampia partecipazione delle imprese pugliesi ai bandi.

«Il nuovo Codice degli Appalti ha spiegato il consigliere di ANCE Bari e BAT Mauro Ceglierappresenta, per molti aspetti, una rivoluzione epocale nell’approccio al mondo delle gare pubbliche, ma mette in evidenza tutta una serie di criticità e a pagarne le conseguenze sono principalmente le imprese. Ad esempio, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa viene prescelto oggi dalle stazioni appaltanti anche per lavori che non hanno elevata complessità tecnica scoraggiando le imprese a partecipare alle gare per i costi connessi alla predisposizione delle migliorie tecniche. In più, l’attribuzione di un punteggio ad aspetti tecnici può risentire della discrezionalità di chi giudica, agevolando o penalizzando un’impresa piuttosto che un’altra. Trattandosi di valutazioni tecniche – ha concluso Ceglie –  è altresì difficile far valere le proprie ragioni rivolgendosi alla giustizi amministrativa. Per cui, se il principio di dare all’appalto un valore non solo quantitativo ma anche qualitativo è sano ed elevato, bisogna trovare una soluzione affinché questo non penalizzi, anziché agevolare, le imprese del settore, già messe in ginocchio da una crisi lunga un decennio».

«Le nostre imprese – ha dichiarato Mario Aprile, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Bari e BAT – si scontrano con una complessità burocratica e normativa molto elevata che frena l’espletamento degli appalti da parte della Pubblica Amministrazione e, nel contempo, richiede alle imprese acquisire competenze estremamente specializzate. Tali criticità danneggiano non solo l’edilizia, ma tutte le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione. Si spiega così l’andamento diseguale all’interno vari di settori del nostro territorio dalla meccanica, all’information technology, fino alla filiera della sanità, dove le imprese che lavorano per i privati sono in ripresa mentre quelle che fornitrici della Pubblica Amministrazione soffrono la stasi degli appalti pubblici».

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