EPPURE CI FU QUALCUNO CHE RINUNCIO’ AL VITALIZIO

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Enrico Endrich nacque a Meana Sardò il 17 ottobre del 1899, si laureò in legge presso l’Università di Cagliari e svolse per tutta la vita l’attività di Avvocato penalista.

La sua attività politica ebbe inizio con iniziali simpatie sardiste e aderì da subito al fascismo. Nel 1928 diventò podestà di Cagliari e durante quel mandato contribuì a rendere famoso l’Architetto razionalista Ubaldo Bades, commissionandogli le prime opere.

Svolse egregiamente il mandato di podestà sino al 1934, anno in cui fu nominato segretario federale del Partito Nazionale Fascista di Cagliari. Nel 1943 venne nominato prefetto di Cosenza.

Con la caduta del fascismo aderì al Movimento Sociale Italiano, e nel 1951 venne eletto consigliere provinciale di Cagliari.

Grazie alla sua fervida volontà, alla sua onestà e alla sua voglia di operare per il proprio paese, nel 1953 venne eletto deputato alla Camera nel collegio unico Nazionale.

Ma, ohimè, questo incarico non ebbe buon fine, in quanto nel 1955 si dimise per protesta, dopo che il parlamento approvò il vitalizio per gli ex parlamentari. La camera, inizialmente, respinse le sue dimissioni, pensando ad un semplice “bel gesto”. Ma lui, uomo di sani principi, non si diede per vinto e saputo del voto contrario dei suoi colleghi, scrisse a Gronchi ribadendo: ”la ferma volontà di dimettersi, nella convinzione che la concessione del vitalizio a senatori e deputati affermasse il principio della professionalità della professione, e venisse meno il principio di servire la nazione” e alla fine le dimissioni vennero accettate.

Nel 1972 fu eletto senatore per il MSI-DN nel collegio Sardegna, ruolo che svolse in modo eccellente sino al 1976, ma per sua volontà non percepì neppure una lira del vitalizio. Nel 1985 morì a Cagliari e i suoi familiari non ritirarono per sua volontà nulla del vitalizio che giace ancora presso le casse del Senato.

Un galantuomo, forse l’unico in Italia che può essere degno di fregiarsi a tutti gli effetti del titolo di Onorevole.

Altri tempi, altri politici, altro stile, ma un motivo in più per essere fieri ed orgogliosi di quanto Enrico Endrich abbia saputo offrire in termini di coerenza e dirittura morale.

Un  esempio unico, come si suol dire, ma anche la speranza che questi gesti possano essere ripetuti da una nuova generazione di politici onesti e capaci, e che quel testimone, possa trovare oggi nei giovani, che si approcciano alla politica tante mani pulite che possano raccoglierlo.

Questi sono gli uomini che hanno lottato per creare un’Italia, che oggi sicuramente non li rappresenta minimamente, questi sono gli uomini che dovrebbero essere presi da esempio ed emulati dai giovani, in quanto quello che rende grande una nazione sono gli Uomini che la rappresentano e attualmente la nostra bell’Italia è più piccola di una cascina.

 

di Orazio Buonamico

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