LA SOFIM IVECO NON HA BISOGNO DI ALLARMISMI

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“Il sindacato, pur mantenendo alta la guardia sulla situazione della Sofim Iveco – FPT di Foggia, è fiducioso sulle prospettive produttive dello stabilimento foggiano nell’anno 2010”. E’ quanto afferma il segretario provinciale della Fim Cisl, Filomena Campodipietro, che interviene per fare chiarezza in merito alle condizioni dell’importante stabilimento. “Secondo gli ultimi dati a nostra disposizione – evidenzia la segretaria della Fim Cisl – nel nuovo anno la produzione dei motori a Foggia dovrebbe passare dai 124.000, dell’anno 2009, ai 165.000 preventivati dall’azienda. Quindi è previsto un sensibile incremento della produzione di 36.000 motori, che dovrebbe quantomeno consentire di non aggravare ulteriormente i livelli occupazionali, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti a tutela dell’occupazione. Un dato che non significa ovviamente che la crisi è superata – evidenzia Campodipietro – ma secondo il quale, ad oggi, è possibile preventivare un aumento delle giornate lavorative e la concomitante diminuzione delle ore di cassa integrazione, rispetto all’anno 2009”. Pertanto, la Fim Cisl assicura tutti i lavoratori della Sofim che “non vi sono assolutamente sottovalutazioni e che l’impegno e l’attenzione, riposte da parte del sindacato, saranno forti e costanti. L’obiettivo comune dev’essere sempre – sottolinea la Fim Cisl – quello di garantire il posto di lavoro e porre le condizioni per il rilancio della produzione della Sofim Iveco di Foggia, che rappresenta uno dei principali siti industriali della Capitanata, della Puglia e dell’intero Mezzogiorno”. A tal proposito, la Fim Cisl di Foggia chiarisce che “al sindacato non risultano trasferimenti in corso, né preventivati, di parte della produzione foggiana a favore dello stabilimento di Pratola Serra, in provincia di Avellino. “Bisogna rifuggire – raccomanda la segreteria Fim – da eventuali e pericolose strumentalizzazioni che rischiano solo di alimentare un clima di tensione ed allarmismi, che sicuramente – conclude Campodipietro – non apportano nessun effetto positivo per i lavoratori e per l’azienda stessa, ma creano terrorismo psicologico”.
 

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