LIBERALIZZAZIONI NELLA RISTORAZIONE AUTOSTRADALE, EFFETTI NEGATIVI SULL’OCCUPAZIONE

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Dopo le critiche sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali la Fisascat, la federazione del terziario, commercio, turismo e servizi della Cisl, esprime forte preoccupazione per gli effetti della liberalizzazione dell’offerta commerciale e dei servizi di ristorazione autostradale estesa ai gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti prevista dallo schema del Dl sulle liberalizzazioni. “Se non opportunamente rivisitato il provvedimento potrebbe avere effetti negativi sull’occupazione stabile degli oltre 10.000 addetti delle società diristorazione autostradale, che pur prestando l’attività in forma di servizio pubblico 24 ore al giorno e gestita da operatori privati che si sono aggiudicati la concessione attraverso la partecipazione alle gare di appalto, risentirebbero della liberalizzazione commerciale prevista dallo schema del Dl – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – Senza pensare che la liberalizzazione dell’offerta commerciale così come enunciata potrebbe favorire la creazione di sacche di lavoro nero e sommerso e generare una concorrenza sleale che si tradurrebbe anche con l’abbassamento dei livelli di qualità dei servizi offerti dagli operatori dei servizi non oil nelle aree autostradali”. “Crediamo sia opportuno che il Dl sulle liberalizzazioni mantenga invece gli effetti delle norme vigenti sulla potestà programmatoria dei concessionari autostradali sui servizi offerti nelle aree dislocate lungo i tracciati autostradali – ha concluso Raineri – Un decreto legge su una materia così complessa come è quella delle liberalizzazioni, non può prescindere da un attento esame dei potenziali effetti che avrebbe sull’occupazione e che, per il numero dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti, merita invece una valutazione approfondita sugli effetti sociali dei provvedimenti”.

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