Minori migranti: Save the Children, accoglienza a rischio per centinaia di minori soli non accompagnati

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savethechildrenLe operazioni di salvataggio di migliaia di migranti che si susseguono da 3 giorni e che non hanno potuto evitare nuove terribili morti, riguardano un numero ingente di donne, spesso in gravidanza, e di bambini, e tra loro molti minori soli non accompagnati.

Tra sabato e domenica sono sbarcati 1,854 migranti, tra cui 191 donne e 136 bambini di cui 99 minori non accompagnati che provengono principalmente da Eritrea, Somalia, Etiopia, Gambia, Mali e Costa D’Avorio. Negli sbarchi in corso e previsti fino ad ora oggi in Sicilia e a Lampedusa, stanno arrivando oltre 2.380 migranti, con la presenza di centinaia di donne e minori, mentre altri arrivi sono previsti domani in Calabria e Puglia.

“Secondo le prime testimonianze raccolte tra i minori arrivati, che necessitano di una immediata e adeguata assistenza e sostegno, anche psicologico, dopo aver vissuto esperienze drammatiche anche prima del loro imbarco per raggiungere l’Italia, la situazione in Libia è di violenza estrema, per le strade ci sono persone armate e tra loro anche ragazzini; i migranti provenienti dai Paesi sub-sahariani e dell’Africa Occidentale in transito nel Paese corrono rischi altissimi: l’unica possibilità che hanno è affidarsi ai trafficanti che organizzano il viaggio in mare e sperare di riuscire a partire il prima possibile” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

“Il drammatico naufragio, che ha provocato purtroppo nuove morti, la precarietà sistematica delle imbarcazioni utilizzate dai trafficanti e l’elevato numero dei migranti partiti in questi ultimi giorni e ore pongono  l’Italia e l’Europa di fronte alla necessità e all’urgenza di rispondere con un sistema di ricerca e soccorso in mare capace di far fronte al rischio certo nei prossimi mesi per migliaia di persone e tra questi donne e bambini, che sono i più vulnerabili. La presenza costante negli sbarchi di minori soli non accompagnati, poi, pone un ulteriore e prioritario problema rispetto all’accoglienza, visto che le 10 nuove e, nelle intenzioni, migliori strutture di prima accoglienza, individuate dal Ministero dell’Interno a fine marzo non vengono ancora utilizzate in modo sistematico in assenza di procedure chiare e condivise, e i minori che stanno arrivando si aggiungono a quelli ancora in attesa da settimane o mesi in strutture inadeguate e spesso improvvisate”, conclude Raffaela Milano

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