Turismo in Puglia: 45% mare, 25% business, 15% cultura, 15% spiritualità, la ricerca

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Per I Workshop di Pugliapromozione, l’Agenzia Regionale del Turismo ha presentato nella giornata di studio e approfondimento “# WHERE IS PUGLIA – Posizionamento, sentiment, scelte e mercato sommerso del turismo in Puglia”, tre ricerche che insieme offrono un quadro il più possibile aggiornato e dettagliato di dove si collochi la Puglia turistica oggi nel mercato nazionale ed estero. Pugliapromozione le ha commissionate a Ciset, Demoskopea e Mercury, in modo da ottenere uno scenario attuale utile a valutare le opportunità di sviluppo turistico e i punti di forza e di debolezza per mettere a punto le strategie di promozione e comunicazione della destinazione Puglia . Una giornata di studio rivolta agli operatori turistici e alle istituzioni, con i quali Pugliapromozione sta cercando di fare sistema, per capire e programmare insieme tutto quanto è possibile fare per attrarre sempre più visitatori in Puglia.

L’analisi del mercato turistico in Puglia  è stata condotta da CISET (Centro Internazionale di Studi sull’Economia del Turismo) per analizzare gli elementi e le dinamiche che caratterizzano i singoli prodotti/segmenti turistici della Puglia e il loro livello di maturità.

Lo studio finalizzato all’analisi del brand della destinazione Puglia ( Brand awareness, brand image e brand equity ) è stato condotto da Demoskopea.

A Mercury,infine, è stato affidata l’analisi del peso del turismo che non appare, ovvero quello generato dall’affitto delle seconde case e dal sommerso/non dichiarato che ovviamente non appare nelle statistiche ufficiali sul movimento turistico.

A presentare le ricerche, dopo i saluti dell’Assessore al Turismo, Silvia Godelli, e l’introduzione del Direttore Generale di Pugliapromozione, Giancarlo Piccirillo, con un bilancio del primo anno di vita dell’Agenzia regionale del Turismo, sono gli stessi ricercatori; e precisamente per il Ciset,  Mara Manente  e  Federica Montaguti, per Demoskopea,  Silvia Gasparollo  e  Paola Rossi, e per Mercury, Emilio Becheri. Previsto anche un Question Time moderato dal giornalista Ettore Zampiccoli.

 

Dalle indagini presentate emerge chiaramente che bisogna lavorare per incrementare ulterioriormente la conoscenza della Puglia all’estero e parallelamnete per migliorare l’accessibilità della regione – ha commentato l’Assessore  Silvia Godelli – Efficare risulta, poi, l’azione di promozione centrata sulla differenziazione del prodotto Puglia per territori e per tipologe turistiche, con il minimo comune denominatore dell’autenticità della Puglia”.

 

Dall’analisi effettuata  da Ciset emerge come circa il 45% degli arrivi in Puglia sia legato al prodotto mare, il 25% al business, il 15% al prodotto cultura e intrattenimento e il restante 15% alla spiritualità, al prodotto natura, al wellness.

Il prodotto mare ha ancora potenzialità di crescita. Così come grandi potenzialità di crescita sono attribuite al prodotto cultura e intrattenimento. Anche il Business, il secondo prodotto turistico della regione, presenta caratteri di forte dinamicità, con tassi di crescita leggermente superiori alla media regionale. Ma c’è molto da fare ancora per superare il gap di infrastrutture e servizi. Il prodotto spirituale,infine, è quello che dall’analisi del CISET necessita di una ridefinizione dell’offerta per potersi posizionare in modo maggiormente competitivo sul mercato.

 

Questo il posizionamento della Puglia nel mercato turistico. Ma qual’è la notorietà e l’imagine della Puglia come destinazione turistica nel mercato italiano e internazionale?  Gli aggettivi associati alla  Puglia dal campione di intervistati coinvolti nell’indagine di Demoskopea  non lascia spazio a dubbi sul fatto che la Puglia abbia una buona immagine fra i viaggiatori italiani: “Ospitale, genuina, gustosa, economica, divertente, salutare, da scoprire, luminosa, giovane, a misura di bambini, autentica”. Dall’indgine di Demoskopea emerge che il 64%  del  campione è stato in Puglia almeno una volta e, quel che più conta, una buona percentuale intende ritornarci (l’indice di fidelizzazione risulta pari a trenta, più alto della media delle regioni del Mezzogiorno).  Diversa la situazione dell’immagine all’estero dove la Puglia è ancora poco conosciuta e dove la Sicilia riempie ancora con forza l’immaginario turistico degli stranieri. La Puglia è conosciuta (awarenesss totale) dall’89% degli italiani intervistati, ma solo dal 25% degli stranieri coinvolti nell’indagine. “Bella, ospitale, autentica, da scoprire”, sono gli attributi più associati alla Puglia dal turismo straniero. All’estero tuttavia permane ancora in parte l’immagine di una regione “classica” e “vecchia”.

Quanto è,infine, il turismo che non appare? Le statistiche sul turimo in Puglia ci dicono che sono in tutto 4000 le strutture ricettive e che le presenze  turistiche nel 2011  sono state  di 13,357 milioni. L’indagine Mercury ha cercato di calcolare quali possono essere le presenze che sfuggono alle statistiche ufficiali, lavorando su dati relativi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e alle vendite dei giornali, integrati da altre informazioni provenienti dalla Banca d’Italia e dall’ISTAT.

E ha stimato che a ogni presenza  turistica ufficiale corrispondono 5,60 presenze complessive. 

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