IL TRENO PER LONDRA

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\"\"Quando di mezzo c’è il mare affrontare il viaggio con un mezzo come il treno non è tra le soluzioni più brillanti. Ma quello indicato alle banche italiane, i maggiori azionisti di Borsa Italia, dal profilo british del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, corre verso mondi apparentemente lontani, ma in realtà raggiungibili, se solo ci si predispone al cambiamento d’orizzonte.
 
E’ un treno che corre verso mercati e palcoscenici contrattuali con forte impronta innovativa. E’ un treno che puo’ attraversare il Canale della Manica, affrontando la coraggiosa prova del tunnel, ma che avrebbe avuto qualche difficoltà a superare la fossa Atlantica, se non in maniera rigorosamente virtuale.
 
Con questa prospettiva la City e il London Stock Exchange (Lse), da piazza Affari, saranno davvero più vicini di New York e del Nyse Euronext. All’orizzonte, diradati i fumi di Londra e le nebbie di Milano, si intravede un grande asse borsistico, con capitalizzazione complessiva di 3.800 miliardi di euro, superiore ai 3.100 di Euronext e ai 1.400 di Deutsche Boerse. Spettacolo dal fascino particolare. A cui si aggiunge quello tutto femminile della quasi certa futura guida della holding: la canadese di ferro Clara Furse, attuale numero uno del Lse, prima donna nella storia ad occupare tale carica.
 
Ma c’è anche un’altra considerazione, che rende il percorso dell’antica Via Francigena, in senso inverso, più agevole della navigazione reale (già affrontato dalle folle migranti dell’inizio secolo) o di quella virtuale degli eccitati incroci tra domanda ed offerta, che surriscaldano i collegamenti affollati delle fibre ottiche.
 
Salire sul treno da passeggeri-protagonisti e accomodarsi in prima classe. Usufruendo dei servizi e dei vantaggi per un’accoglienza annunciata e riservata ai migliori clienti, tra l’altro soci della stessa Compagnia ferroviaria, è ben altra cosa che prendere il treno da ritardatari. Afferrando al volo la mano protesa, dal predellino dell’ultimo vagone, e scoprire che i posti migliori sono stati già tutti occupati.
 
Il servizio inglese è stato impeccabile. Al welcome-the con biscotti, ci hanno anche aggiunto un fiore da 100 milioni di euro. A Milano non potevano che apprezzare e ringraziare.
di A.V.G.

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