Il #Cloud in Europa, quali applicazioni, quale futuro, ne abbiamo parlato con Stefano Sordi di Aruba

0

Abbiamo sentito in questi giorni  Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba, con il quale abbiamo chiacchierato sul Cloud Pan-Europeo messo su da Aruba negli ultimi tempi e sull’applicazione di questa modalità di fruizione di questa tecnologia in azienda.

Ecco cosa ci ha risposto

Proviamo a cominciare… Allora il Cloud è ormai il sistema scelto dalle aziende per la “propria” dotazione IT?

Per quanto riguarda le aziende esistenti, che dispongono già di una propria infrastruttura IT fisica, stiamo registrando una progressiva adozione del Cloud e questo fa si che si crei una soluzione ibrida, dove rimangono su server “fisici” alcuni servizi che presentano problematiche di migrazione al Cloud più elevate, mentre si sfrutta la potenzialità della formula “on demand” che è propria del Cloud per quelle attività la cui portabilità su un ambiente virtuale è più semplice (web, posta elettronica, storage…). Per quanto riguarda le start up invece, il discorso è differente, perché queste tendono a basare l’intera dotazione IT direttamente su Cloud, per sfruttare al massimo la flessibilità del servizio e per ridurre al minimo gli investimenti.

Qual è il livello di penetrazione in Italia del Cloud, quante aziende in media lo scelgono?

Gli ultimi dati dell’indagine annuale redatta da Next Value parlano di un 69% di aziende di medie-grandi dimensioni che è già impegnato nel cammino di adozione al Cloud: un dato molto positivo se pensiamo che soli tre anni fa si trattava di un misero 34%. La strada da percorrere è ancora lunga, ma la discussione relativa ad una cultura del Cloud sta progressivamente diventando sempre più matura.

Siamo al passo con il resto d’Europa oppure, come spesso accade, siamo indietro?

Per ciò che attiene l’offerta siamo sicuramente avanti e possiamo competere con ciò che offrono anche i  paesi europei tecnologicamente più avanzati, invece per ciò che riguarda la domanda di mercato, purtroppo dobbiamo ammettere che siamo ancora indietro: i numeri appena citati infatti, sebbene incoraggianti rispetto al passato, testimoniano un ritardo, dovuto a vari fattori quali la diffidenza legata alla scarsa conoscenza di questa nuova tecnologia, i timori circa la sicurezza, le problematiche di migrazione. E’ però importante, una volta tanto, far notare che il settore pubblico è all’avanguardia per quanto riguarda l’adozione di questa tecnologia. Una ricerca pubblicata da KPMG (fonte: Exploring the Cloud) dichiara che Australia, Italia e Danimarca stanno trainando il settore. Questo è un elemento che dovrebbe far riflettere le aziende private. L’obiettivo delle PA è la ricerca spasmodica di efficienza e contenimento dei costi, soprattutto in un momento di crisi come questo. Il risultato sarà che, una volta passata la tempesta, la PA che è migrata al Cloud avrà acquisito un vantaggio importantissimo, cosa che per un privato avrebbe molto più valore perchè si tradurrebbe in maggior competitività e crescita dei profitti.

Credo che a tal proposito un ruolo importantissimo lo giochino aziende come Aruba e gli opinion leader dell’ICT che dovranno fare educazione sul tema del Cloud, per fugare i timori più comuni relativi a sicurezza e affidabilità e per spiegare con dati concreti e misurabili i benefici  di questa rivoluzionaria tecnologia. Nella fattispecie Aruba ha addirittura fatto una campagna televisiva usando dei personaggi in stile fumetti, Click & Cloud, per affrontare in modo semplice il tema.

 

Quale avete stimato che sia la quota di mercato in Italia di Aruba rispetto al Cloud?

Risale a solo qualche mese fa la Cloud Survey 2013 realizzata da Enter The Cloud che mette in luce molteplici dati interessanti e offre anche una risposta a riguardo. Tra le varie domande poste, si chiedeva ai Professionisti IT coinvolti nell’indagine di segnalare liberamente i Cloud Provider italiani più conosciuti ed Aruba è risultato il più citato con una significativa percentuale del  44%: ciò implica che siamo effettivamente percepiti come leader di mercato

E allora avete deciso di sbarcare in Europa. Dove sarete o siete presenti?

Esattamente, abbiamo mirato a rispondere ad esigenze locali differenti con una formula pan-europea, costituita da un network di data center presenti in differenti Paesi – al momento Italia, Francia e Repubblica Ceca e prossimamente Germania e Inghilterra – e da un team di professionisti in ogni paese, così da poter offrire un servizio in modalità IaaS sempre più efficiente. L’espansione in Francia rappresenta, temporalmente, il più recente passo verso l’obiettivo di servire i principali mercati europei con un’offerta che possegga le medesime caratteristiche in tutti i paesi, ma che garantisca come principale punto di forza la possibilità di localizzare i dati sul territorio di appartenenza dell’utente, così che quest’ultimo possa, ad esempio, avere un sito Web in Francia con un IP francese. Nei prossimi mesi attiveremo i data center di Londra e Francoforte, mentre l’avvio del business locale partirà in una fase successiva.

 

Le infrastrutture sono presenti in ciascuna nazione o c’è un data center centralizzato?

Il nostro obiettivo è quello di offrire un’infrastruttura in ogni nazione, in modo che ai nostri clienti venga garantita la possibilità di attivare servizi sia a livello nazionale, in un data center con sede nel paese prescelto che gestisca i dati ospitati in ottemperanza delle normative dello stesso, sia in altri paesi appartenenti al network sopra citato di data center Aruba. Utilizzando questo approccio ne potranno godere anche tutte le realtà italiane o di altri paesi europei che hanno il desiderio di aprire un proprio business all’estero e che, grazie alla vicinanza del data center ed al supporto tecnico in loco, potranno garantire agli utenti del servizio un ottimo livello di prestazioni.

Con quale strategia pensate di interessare le aziende europee al vostro Cloud?

 Possiamo dire che puntiamo ad una strategia GLOCAL, in quanto ci muoviamo nello scacchiere internazionale ma, al contempo, vogliamo consentire ai nostri clienti di acquistare prodotti all’interno del proprio Paese, così da potersi interfacciare con personale locale e far riferimento alla propria legislazione in materia di security e protezione dei dati. È questo l’approccio che ha caratterizzato l’ingresso in Francia, che sarà la leva strategica anche per i Paesi in cui entreremo prossimamente e che, internamente,  abbiamo voluto rappresentare nell’espressione “Your Country, Your Cloud”. Crediamo che questo approccio potrà interessare sia le aziende, alle quali offriremo la nostra esperienza nella creazione e gestione di infrastrutture tecnologiche complesse, sia rivenditori ICT interessati a sfruttare il Cloud come volano del proprio business.  A questi ultimi offriamo la possibilità di  rivendere in modalità White Label tutte le nostre soluzioni Cloud, scegliendo liberamente se usare uno o tutti i nostri data center che rispondo ai massimi standard di affidabilità e sicurezza, lasciando di fatto ad Aruba tutti gli oneri di gestione delle piattaforma al suo livello più profondo.

Quali le caratteristiche del vostro Cloud? Quali i vostri punti di forza?

Il Cloud di Aruba è un prodotto di qualità offerto ad un prezzo vantaggioso: il servizio non prevede infatti costi di attivazione e non implica investimenti iniziali elevati basandosi su un modello “pay per use” che permette di spendere lo stretto necessario, pagando esclusivamente per ciò che si consuma.  La nostra offerta è, inoltre, estremamente flessibile, grazie alla scalabilità del servizio e alla fruizione delle risorse in maniera granulare. In tal modo è possibile modificare a proprio piacimento l’infrastruttura IT della quale si fa uso, con la possibilità di aumentare o diminuire ognuna delle risorse presenti – CPU, Spazio Disco, RAM – a seconda delle singole necessità. Tra i nostri punti di forza, sicuramente c’è la sicurezza; tema assolutamente centrale per noi, e motivo per il quale abbiamo investito molto nella realizzazione di un’infrastruttura tecnologica d’eccellenza che oggi prevede data center proprietari dotati di impianti conformi o eccedenti i massimi standard secondo la classificazione internazionale, Tier IV. Un altro punto di forza del quale siamo orgogliosi è quello relativo ad un’offerta in continua evoluzione. Recentemente infatti abbiamo lanciato servizi come Cloud Object Storage, una soluzione pensata principalmente per un’utenza business che abbia grandi necessità di spazio disco, così come Extra Control Monitoring, servizio pensato per le imprese che vogliano monitorare la propria infrastruttura e controllare nel dettaglio il consumo delle proprie Virtual Machine.

Siete stati in Germania a presentare Aruba al World Hosting Days 2013, com’è andata?

E’ andata benissimo! Abbiamo cercato di sfruttare al meglio una vetrina importante come il World Hosting Days per far conoscere i nostri sforzi rivolti all’internazionalizzazione dell’offerta Aruba Cloud nei principali paesi europei, Germania compresa. Quest’anno c’erano meno presenze italiane ed eravamo, anzi, l’unico player italiano presente come espositore con uno stand e delle conferenze. Abbiamo avuto un ottimo riscontro, grazie alla nostra proposta di Cloud pan-europeo che abbiamo presentato per la prima volta e che ci ha consentito di ottenere un ottimo posizionamento, dandoci la possibilità di equipararci agli altri player mondiali in ambito Cloud.

Quali sono i consigli che si possono dare a un’azienda che voglia intraprendere la strada del Cloud?

Un consiglio che mi sento di dare a chi voglia intraprendere la strada del Cloud è quello di cercare di affidarsi ad un partner che conosca la materia in modo approfondito in modo da instaurare un dialogo duraturo tra l’azienda e il cliente, così da creare una condivisione reciproca sull’andamento del business. Penso questo sia il presupposto necessario per definire una road map di migrazione al Cloud conforme a quelli che sono i piani dell’azienda. Essenziale è, inoltre, verificare con il partner le esigenze da soddisfare e, quindi, incontrare CIO e decision maker per cogliere quali siano le reali necessità da salvaguardare in termini di opportunità di business e riduzione dei costi.

Tutti possono scegliere il Cloud o c’è qualche controindicazione?

Il Cloud è una tecnologia rivoluzionaria che può contribuire allo sviluppo del Paese, infatti anche l’Agenda Digitale Italiana ha inserito questa modalità di fruizione delle risorse IT tra le tecnologie che permetteranno la ripresa economica in Italia. Tutti possono scegliere il Cloud, dalle start up alle grandi aziende passando per le PMI. L’unico rischio, come anticipato prima, è quello di non affidarsi ad un player sicuro. E’ importante scegliere con accuratezza il proprio provider di riferimento, che sia attento agli aspetti più critici quali quello della sicurezza e della localizzazione dei propri dati. Ad esempio, noi di Aruba offriamo server custoditi in ambienti studiati ad hoc per la massima salvaguardia dei dati, con sale climatizzate accessibili esclusivamente a personale autorizzato, dotate di videocamera e dispositivi anti intrusione e di un sistema di alimentazione e di connettività ridondante per scongiurare downtime imprevisti e garantiamo la localizzazione dei propri dati in Italia o nei mercati di riferimento. Un provider affidabile ha l’obbligo di custodire i dati dei propri clienti in un ambiente in cui tutto è certificato rispetto alle normative sulla privacy italiana e gestito da professionisti.

 

di Michele Dell’Edera

Comments are closed.

Chiudi Popup
Seguici su Facebook