A Roma il convegno nazionale su intelligenza artificiale e psicoterapia. Presentato il primo Manifesto italiano sul tema
All’Università Pontificia Salesiana, esperti, istituzioni e scuole di psicoterapia cognitivo-comportamentale tracciano i confini etici, clinici e normativi dell’IA nella cura della salute mentale
Si è tenuto presso l’Aula Magna dell’Università Pontificia Salesiana di Roma il Convegno Nazionale gratuito “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale in collaborazione con l’Ateneo ospitante. L’evento, accreditato ECM con 1,2 crediti, ha riunito per la prima volta le principali istituzioni della psicologia italiana attorno a una questione non più rinviabile: le app di psicoterapia basate su IA contano già milioni di utenti nel mondo. Come risponde la comunità scientifica e professionale?
La risposta è arrivata nella forma di un documento programmatico senza precedenti in Italia: il “Manifesto sulla Salute Mentale e l’Intelligenza Artificiale — Principi Etici, Clinici e Normativi”, redatto dal Comitato Direttivo della Consulta e presentato in apertura della sessione conclusiva dalla Dott.ssa Maria Grazia Foschino Barbaro.
Una posizione netta, non ideologica
Il Manifesto non esprime un rifiuto pregiudiziale dell’innovazione tecnologica. Al contrario, riconosce che l’IA può costituire una risorsa significativa nella prevenzione, nell’accesso alle cure e nell’organizzazione dei servizi di salute mentale. Ma pone un confine che definisce strutturale, non tecnico: l’IA non può sostituire la psicoterapia. La cura psicoterapeutica si fonda sulla relazione tra due soggettività, sull’alleanza terapeutica e sulla responsabilità clinica — dimensioni che nessun sistema automatizzato può replicare, indipendentemente dalla sua sofisticazione.
«L’IA non possiede intenzionalità clinica, responsabilità morale né accesso diretto all’esperienza vissuta della sofferenza. Può simulare forme di empatia, ma la simulazione non è la cura.»
Le evidenze scientifiche e i rischi
Il Manifesto passa in rassegna la letteratura scientifica più recente, documentando che chatbot e agenti conversazionali producono riduzioni dei sintomi nel breve periodo — soprattutto in contesti sub-clinici — ma che tali benefici tendono a non mantenersi nel tempo: tassi di abbandono elevati, follow-up brevi, scarsa sostenibilità degli esiti. I rischi più rilevanti riguardano la dipendenza emotiva dalle piattaforme digitali, la formazione di relazioni parasociali e la vulnerabilità accentuata di adolescenti e anziani.
Il quadro normativo
Il documento si confronta con il quadro giuridico vigente: l’AI Act europeo classifica molte applicazioni dell’IA in ambito sanitario come sistemi ad alto rischio; il GDPR impone tutele rafforzate per i dati di salute mentale; la legge italiana sull’IA del 2025 sancisce il divieto di sostituzione della decisione clinica da parte di sistemi automatizzati. Il perimetro professionale della psicoterapia, definito dalla legge 56/1989, rimane intatto.
I sette principi operativi
Il Manifesto si chiude con una Carta di Orientamento che individua sette assi per un’integrazione responsabile dell’IA: supervisione clinica continua; trasparenza e spiegabilità degli strumenti; protezione rigorosa dei dati; monitoraggio degli esiti a lungo termine; contrasto ai bias algoritmici; formazione critica dei professionisti; consenso informato autentico e revocabile. Vengono distinti gli ambiti compatibili con l’IA — supporto organizzativo, psicoeducazione, monitoraggio concordato — da quelli che richiedono sempre la presenza clinica umana: valutazione diagnostica, gestione delle crisi, interventi sulle dinamiche relazionali profonde.
I lavori
Il convegno si è articolato in tre sessioni tematiche — stato dell’arte, implicazioni cliniche, etica e deontologia — con interventi di Tonino Cantelmi (Università Gregoriana di Roma), Tiziana Catarci (Direttrice dell’ISTC del CNR), Angelo Tumminelli (LUMSA), Cristiano Castelfranchi (Emerito ISTC-CNR), Francesco Mancini (Presidente della Consulta CBT) e altri autorevoli esperti del settore. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del Prof. Antonio Dellagiulia, Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’UPS, della Dott.ssa Paola Medde, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, e della Dott.ssa Ada Moscarella, Consigliera di Amministrazione ENPAP.
L’evento ha goduto del patrocinio di AIP, ENPAP, CNOP e Ordine degli Psicologi del Lazio.



