Ricerca di ManpowerGroup sulle prospettive di occupazione:

  • A livello nazionale, la Previsione Netta sull’Occupazione è pari al +3%
  • Il ritmo di assunzione più sostenuto è previsto nel settore “Altri Servizi”
  • I datori di lavoro del Nord Est prevedono le migliori prospettive per il mercato del lavoro

Milano– L’Indagine relativa alle previsioni occupazionali di ManpowerGroup, pubblicata in data odierna, evidenzia che le intenzioni di assunzione in Italia per il primo trimestre del 2021 sono prudenti: l’11% dei datori di lavoro prevede un aumento delle previsioni occupazionali, l’11% prevede una diminuzione e il 73% non prevede cambiamenti. Le prospettive di occupazione netta, adeguate alle variazioni stagionali, sono pari a +3%. Le prospettive di assunzione migliorano di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma sono più deboli di 3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Non c’è dubbio che si stia delineando sempre più una duplice tendenza, con alcuni settori in piena ripresa o che torneranno a pieno regime nei prossimi mesi ed altri che dovranno invece affrontare ancora nuove e importanti sfide nel 2021. I dati MEOS del prossimo trimestre confermano ancora una volta la complessità affrontata in alcuni mercati del lavoro, come ad esempio quello dell’ospitalità alberghiera e della ristorazione. Tuttavia, emergono tendenze positive in diversi settori chiave, e questo fa nascere un cauto ottimismo per il 2021”. dichiara Riccardo Barberis, Amministratore Delegato di ManpowerGroup in Italia. “Il lockdown imposto dalla pandemia ha accelerato il processo di digital transformation in tutti i settori, rendendo sempre più importante investire in formazione arricchendo o riqualificando le competenze delle persone in azienda, in un percorso costante di miglioramento professionale; in questo contesto l’innovazione giocherà un ruolo chiave, proprio attraverso l’adozione di nuovi strumenti tecnologici, o la vera e propria trasformazione dei più tradizionali modelli di business. In questi mesi abbiamo inoltre assistito ad un’accelerazione nell’adozione di politiche di smart working da parte delle aziende, un trend che ha permesso alle persone di sperimentare il valore di una maggiore responsabilizzazione e flessibilità nella gestione del lavoro, ma che dovrà essere accompagnato da un efficace sistema di comunicazione interna volto a coinvolgere le persone in azienda e creare valore.

Confronti Regionali

I datori di lavoro del Nord Est e del Nord Ovest prevedono un aumento delle previsioni di assunzione nel primo trimestre del 2021, con prospettive di occupazione netta rispettivamente pari a +7% e +1%. Per il Centro Italia, Sud e per le Isole, si segnalano prospettive di assunzioni piatte, pari allo 0%.

Confronto tra i Settori

I datori di lavoro di cinque dei sette settori industriali prevedono una crescita delle prospettive di occupazione nei prossimi tre mesi. Le previsioni di assunzione maggiori si rilevano nel settore “Altri Servizi” con una prospettiva di occupazione netta del +10%. Nel settore Costruzioni, Altre Produzioni e nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, le prospettive sono del +4%, mentre le prospettive del settore Manifatturiero sono del +3%. Tuttavia, i datori di lavoro di due settori prevedono di diminuire le assunzioni, con previsioni di -18% e -4% rispettivamente per il settore Ristoranti & Hotel e il settore Finanza & Servizi alle imprese.

Confronto Organizzazione-Dimensione

I datori di lavoro che hanno partecipato all’Indagine sono classificati in una delle quattro dimensioni dell’organizzazione: le microimprese hanno meno di 10 dipendenti; le piccole imprese hanno fra i 10-49 dipendenti; le medie imprese hanno fra i 50-249 dipendenti e le grandi imprese hanno fra i 250 o più dipendenti.

I datori di lavoro delle grandi imprese prevedono un aumento delle previsioni di assunzione nel prossimo trimestre, con una prospettiva di occupazione netta del +17%. Un aumento limitato della forza lavoro è previsto anche dai datori di lavoro delle medie imprese con una prospettiva del +4%. Tuttavia, i datori di lavoro delle piccole e microimprese si attendono di ridurre le previsioni di occupazione, con una prospettiva del -3%.