Il futuro è nelle nostre bollicine. Lo sostengono all’unisono le otto cantine dell’Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico che hanno organizzato la 2^ edizione del Festival degli Spumanti di Capitanata, andata in scena a San Severo dal 21 al 23 maggio.
Tre giornate dedicate alla cultura del vino, al territorio, all’incontro tra produttori, operatori e pubblico con laboratori del gusto, convegni, degustazioni guidate ed eventi conviviali – andati tutti sold-out – che hanno unito qualità produttiva, cultura ed esperienze immersive, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino le realtà vitivinicole che producono Spumante Metodo Classico in Capitanata.
«Lo Spumante Metodo Classico di Capitanata non è più un esperimento isolato ma una voce corale che chiede di essere ascoltata», ha affermato con determinazione il presidente dell’Associazione Girolamo d’Amico, che ha aggiunto: «Il Metodo Classico ci insegna che niente nasce dal nulla, servono tempo, cura, pazienza. Sento che questo è il momento giusto per fare un passo avanti come comunità».
L’associazione, al momento composta dalle cantine Almagaia, Re Dauno, Cantine 7 Campanili, Teanum, d’Araprì, Alberto Longo, Borgo Turrito e Saracino (ma già altre hanno fatto richiesta di adesione), rappresenta una comunità di vignaioli che ha rispetto del territorio e della stagionalità, che sta facendo un atto di amore per la terra di Capitanata. L’obiettivo condiviso dai produttori è dare dignità ad un Metodo Classico mediterraneo, luminoso, sapido, profondamente gastronomico. «Un Metodo Classico che non imita nessuno ma che racconta chi siamo», ha dichiarato Girolamo d’Amico, prendendo in prestito le parole del sommelier Giuseppe Baldassarre, che definisce il Metodo Classico di Capitanata “bollicine di mare” per differenziarlo dalle “bollicine di montagna”.
Dopo la prima fase di fermentazione, che ha visto la genesi del progetto lo scorso anno, l’Associazione è passata all’affinamento, proponendo una seconda edizione del Festival più strutturata, che ha l’ambizione di valorizzare anche il patrimonio paesaggistico e architettonico della Capitanata, ossia le cantine ipogee e le masserie, per stimolare il turismo.
Da qui l’esigenza, emersa a gran voce, di lavorare insieme all’università, al mondo della ricerca e alle istituzioni per strutturare percorsi turistici legati alle bollicine che permettano di far scoprire l’intera Capitanata.
A credere nel progetto è anche la Regione Puglia grazie alla presenza dell’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli, intervenuto al convegno “Il Metodo Classico in Capitanata: stato dell’arte e prospettive”, andato in scena il 22 maggio negli spazi della Palazzina Liberty, e moderato dalla giornalista e sommelier Rosaria Bianco.
«Le otto cantine dell’Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico sono state coraggiose e hanno compreso quanto sia importante diversificare e raccontare un territorio. Per noi è fondamentale continuare a promuovere queste eccellenze, intervenendo anche nella regolamentazione, attraverso i DOP e IGP, inserendo nei regolamenti anche lo spumante Metodo Classico, in questo modo sarà possibile promuovere e tutelare le nostre cantine e le bellezze di questo territorio», ha affermato l’assessore ricordando che la Regione Puglia ha finanziato oltre sei milioni di euro con la misura OCM Vino, un intervento a sostegno delle imprese vitivinicole che intendono migliorare la propria competitività attraverso investimenti produttivi, commerciali e di accoglienza.
Accanto all’Associazione ci sono anche il Gal Daunia Rurale 2020, impegnato nel sostenere progettualità in grado di generare sviluppo e nuove opportunità per il territorio, il Distretto del Cibo Daunia Rurale e la Camera di Commercio di Foggia, che vedono nel Festival un punto di partenza per sviluppare un sistema di economia rurale e agroalimentare, in grado di favorire anche la nascita di nuove imprese.
«Ci sono tutti gli ingredienti che possono consentire a questo territorio di abbracciare una prospettiva enoturistica, rendendosi finalmente destination», ha evidenziato nel suo intervento al convegno il Sen. Dario Stefano (Università Lumsa Roma), sottolineando come questi ingredienti, per la prima volta, siano tenuti insieme da un’associazione di produttori che interpreta una responsabilità di governance locale, assumendosi la responsabilità del timone di comando per tracciare una rotta capace di parlare anche a nuove fasce di consumatori.
Lo Spumante di Capitanata può diventare un brand identitario, come ha sostenuto Susana Alonso (Digital Wine Marketing Academy), che durante il convengo ha tenuto una mini lezione sulle strategie digitali per valorizzare vino e territorio nell’era della ricerca online. L’aspetto più importante è studiare una strategia, metterla in atto, valutarne i risultati attraverso gli indicatori di performance ed eventualmente correggerla di volta in volta, tenendo presente che il digitale evolve velocemente, quindi è fondamentale essere sempre aggiornati.
Tra gli argomenti al centro del convegno anche la sostenibilità della viticoltura negli anni della crisi climatica, argomento approfondito dalla professoressa Laura de Palma (Università di Foggia) che ha illustrato le diverse azioni a breve, medio e lungo termine per permettere di ridurre l’impatto sull’ambiente, di non esaurire le risorse e preservarle per le generazioni future.
Il Festival degli Spumanti di Capitanata è organizzato dall’Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico a cura di One Eventi e Puglia Expò, con il patrocinio della Provincia di Foggia, del Comune di San Severo e del Gal Daunia Rurale 2020.



