Milano – «Sono bastate meno di 24 ore per superare l’obiettivo minimo di raccolta. È davvero un segnale di grande fiducia». Commenta Marco Rizzelli, General Manager di Seed Money il primo acceleratore privato italiano ad aver completato un round di equity crowdfunding nel 2018. Oltre 180 soci di cui più di 50 investitori seriali con all’attivo oltre 10 investimenti ciascuno e che compongono il nocciolo duro del club deal di Seed.

Un portafoglio di 15 startup tra accelerate e partecipate, attentamente selezionate che può vantare un tasso di rivalutazione a 12 mesi pari all’80%. Una formula vincente, collaudata nel tempo, che ha permesso alle startup accelerate di poter raggiungere, nelle rispettive campagne di raccolta in equity crowdfunding, tassi di successo dell’87% con un overfunding medio del + 267%. Tra i casi recenti ricordiamo LocareBirrificio 620 PassiRepUPLegalEye, solo per citarne alcune.

«Le startup hanno bisogno non solo di risorse finanziarie, ma anche di apprendere come fare impresa». Spiega Rizzelli. «A volte il problema è più la mancanza di una cultura imprenditoriale che di risorse finanziarie e spesso genialità e velocità di execution, si scontrano con scarsa organizzazione e assenza di controllo di gestione. Noi operiamo proprio cercando di colmare questo gap e i risultati raggiunti sono la prova che la direzione è giusta».

Tre pilastri

I business angel di Seed Money, oltre ad essere spinti da un obiettivo finanziario, devono anche saper apportare valore alle startup. Per questo il modello operativo di Seed Money si fonda su tre pilastri che nel corso degli anni hanno generato risultati tangibili.

1.Un’attività di mentoring portata avanti da un team di business angel soci, provenienti dal mondo dell’impresa e delle professioni, impegnati nel seguire le startup accelerate apportando non solo fondi ma anche competenze e relazioni.

2.Una grande attenzione ai numeri e a un corretto controllo della gestione operativa.

3.L’uso del crowdfunding come strumento di approvvigionamento finanziario per le startup in fase early stage.

 

«Raccogliere fondi attraverso l’equity crowdfunding, equivale secondo noi, un po’ a una piccola quotazione. L’ingresso di molti soci, infatti, educa i founder a una maggiore attenzione e responsabilità nei confronti degli stessi e al tempo stesso permette di preservare una certa autonomia di azione fondamentale nelle fasi iniziali di vita di una startup». Ha spiegato Rizzelli.

 

La campagna di Seed Money

Nel radar di Seed Money sono passati progetti particolarmente significativi come CleanBnB, la startup degli affitti brevi, quotata su Borsa Italiana nel 2019, che è stata incubata e accelerata in Seed prima della costituzione societaria. Oggi Seed Money è pronta ad accelerare la propria crescita e lo fa attraverso una nuova campagna di equity crowdfunding che permetterà di investire su nuove startup ampliando ulteriormente il proprio portafoglio. Si tratta per tutti di un’occasione importante per poter investire in startup e innovazione, attraverso una realtà di eccellenza senza doversi accollare il rischio legato agli investimenti in startup innovative.

 

Aderendo alla campagna di Seed Money, tutti possono entrare a far parte di un club che sa fare scouting, sa guidare le giovani aziende e sa negoziare condizioni di favore per sé e per i propri soci durante gli aumenti di capitale delle startup accelerate. «Oltre a partecipare ai successi del veicolo di investimento, tutti i soci saranno coinvolti dal team nelle fasi di selezione e accelerazione e potranno anche interagire direttamente con le startup. Un modo di lavorare unico in Italia che permetterà agli investitori non solo di approfondire il business model della specifica iniziativa, ma anche di valutare forme dirette di collaborazione». Ha concluso Rizzelli.