TATARELLA CONTRO LA CREAZIONE DI NUOVI COMUNI A BARI

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«Quella dell\’autonomia delle ex frazioni di Bari è l\’ultima sciocchezza sfornata da una legislatura nata male e finita peggio: il centrodestra non si faccia paladino di una sciocchezza». Lo afferma l\’eurodeputato pdl Salvatore Tatarella.

«Farsi prendere dalla fregola di ingraziarsi le simpatie dei comitati promotori dell’autonomia – spiega – è insensato dal momento che in nome di una vana caccia al voto di preferenza si pone in essere un\’azione politica dannosa per le comunità interessate: istituire due nuovi Comuni, due nuove giunte, due nuovi Consigli comunali e poi naturalmente altri incarichi e consulenze per amici, clienti e galoppini, insomma due nuovi rubinetti, che finiranno per far lievitare ancora di più la spesa pubblica e ingrassare i politici del territorio. E ciò che è peggio, senza alcun beneficio per i cittadini».

«Capisco che l’autonomia trova una forte giustificazione nel fallimento delle circoscrizioni – aggiunge Tatarella – nell’abbandono delle periferie e nella carenza dei servizi, ma tutti questi problemi non saranno risolti con la creazione di due nuovi Comuni. Anzi, saranno aggravati. Per andare a regime, i due nuovi enti avranno bisogno di più di un decennio, mentre le prebende per i nuovi amministratori scatteranno immediatamente. Butteremo dalla finestra molti quattrini a beneficio di pochi, mentre tutti i cittadini continueranno a convivere con i problemi di oggi, magari aggravati: basta guardare a ciò che sta avvenendo nella sesta Provincia». «L\’obiettivo al quale dovrebbe puntare una politica sana – prosegue l\’esponente pdl – dovrebbe essere la riduzione del numero dei Comuni e la costruzione della Città metropolitana di Bari, prevista sin dal 1992».

«Non lasciamo al sindaco Michele Emiliano – conclude Tatarella, rivolgendo un appello alla sua parte politica – la bandiera della baresità, e per una volta non lasciamoci sopraffare dal timore di una scelta apparentemente impopolare, e piuttosto pressiamo questa amministrazione comunale che sul punto del decentramento ha fatto poco o nulla, in quasi sei anni».

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