FOGGIA: SINISTRA DEMOCRATICA PRENDE POSIZIONE SUI PIRP

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L’approvazione dei “Piani di riqualificazione urbana” (PIRP) impone alla nostra organizzazione un chiarimento.
Si è persa un’altra occasione. E questa occasione, va detto chiaramente, la perde la città e non certo chi il programma l’ha proposto e l’ha approvato.
Il limite fisico della città è di avere due blocchi allo sviluppo di qualsiasi attività: da un lato l’aeroporto, dall’altro la ferrovia.
In campagna elettorale il Sindaco, Orazio Ciliberti, ha proposto di superare, con la realizzazione di un sottopasso e di una stazione di autobus, il vincolo posto dal tracciato ferroviario.
Questo disegno avrebbe liberato la zona Nord Orientale dalla completa assenza di servizi con un effetto di riqualificazione della periferia (Rione Martucci) e d’integrazione dell’area artigianale (Villaggio Artigiani).
Gli stessi interventi previsti a Rione Biccari nascono in un’area ad altissima densità abitativa e con servizi scarsi, o completamente assenti.
A chi servono, quindi, queste case? Quale effetto di riqualificazione possono avere tutti quegli edifici di undici piani? Possono contribuire a risolvere il problema della casa?
Solo in minima parte e al prezzo di eliminare il traffico merci con tutti i relativi risvolti economici dell’attività della Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Ai cittadini foggiani non basta solo avere una casa. Il modello proposto è un modello di sottosviluppo e neanche organico, visto che per fare spazio alla cementificazione sono state saccheggiate le aree a standard della 167 di Biccari (verde pubblico, scuole, ed altri servizi) che rappresentano i diritti inalienabili dei cittadini.
Con queste scelte scellerate, a colpi di “quasi minoranza”, si soddisferà ciò che è previsto dal Bando per i PIRP?
E cioè risolvere:
– il marcato disagio abitativo;
– il diffuso degrado urbanistico;
– la scarsa coesione sociale.
Noi crediamo che le scelte fatte vadano proprio nella direzione opposta. Cioè verso nuove zone di degrado dove la qualità della vita è già segnata dalla mancanza di servizi e infrastrutture, in barba ai più elementari principi dell’urbanistica e dell’organizzazione sociale.

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