BISOGNA CONTINUARE A PROMUOVERE IL VOLONTARIATO EUROPEO

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Il 2011, l’anno europeo delle attività di volontariato nel promuovere la cittadinanza attiva, è stato un anno pieno di iniziative che ha visto i volontari di tutta Europa impegnati nella promozione di attività di informazione e sensibilizzazione. Il 2011 ha passato il testimone al 2012, l’anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, un’ altra importante occasione per riflettere sul valore del volontariato nella vita quotidiana e permettere alle persone più anziane di dare il proprio contributo alla crescita della solidarietà nella comunità.

Alla luce delle numerose iniziative e dibattiti nel corso del 2011 è stato mostrato come l’attività del volontariato è uno strumento per gli individui e le associazioni per affrontare i bisogni umani e le preoccupazioni, sia in campo sociale che intergenerazionale o ambientale.

L’accento è stato posto su come il volontariato è l’espressione della cittadinanza attiva in tutte le sfere della vita sociale e su come questa attività è essenziale per lo sviluppo di valori come la democrazia, la dignità umana, l’uguaglianza e la sussidiarietà.

Il volontariato silenzioso, assume il ruolo di catalizzatore per il cambiamento sociale e nel contempo diventa uno strumento indispensabile per il sostegno attivo della società.

Le cifre mostrano che vi è un “Corpo” di 100 milioni di cittadini europei che lavorano in varie attività di volontariato, che sono in grado di contribuire alla produzione del 5% del PIL europeo, inoltre il volontariato è considerato dall’80% dei cittadini come un elemento importante della vita democratica e di partecipazione degli individui.

Si è visto come i grandi eventi sportivi coinvolgono un numero sempre crescente di paesi europei nell’organizzazione congiunta di eventi, che coinvolgono migliaia di volontari provenienti da vari Stati membri.

I disastri naturali e ambientali che hanno colpito purtroppo l’Europa, spesso con effetti in diversi Stati membri allo stesso tempo, hanno coinvolto i volontari da ogni parte d’Europa, che vengono a offrire aiuto, lavoro e solidarietà.

La necessità di continuare a differenziare in modo chiaro e inequivocabile il valore del volontariato, fornito gratuitamente, e l’attività a scopo di lucro è fondamentale, così pure l’essenziale necessità di sottolineare il ruolo del volontariato nel promuovere i principi di identità e i valori comuni europei, quali la solidarietà sociale e la  coesione.

A seguito della visibilità acquisita con l’anno europeo del volontariato, è opportuno continuare a concentrarsi su diverse misure specifiche per promuovere l’attività di volontariato, come ad esempio l’idea di istituire un portale centralizzato dell’UE in materia di volontariato con una sezione specifica dedicata al volontariato transfrontaliero, con la creazione di  un “European Voluntary Humanitarian Aid Corps” (Corpo Volontario Europeo di Aiuto Umanitario) e lo sviluppo di un passaporto europeo delle competenze.

Il Corpo Volontario Europeo di Aiuto Umanitario selezionerà, formerà e invierà volontari per fornire sostegno alle organizzazioni locali in caso di calamità naturali.

Un altro obiettivo da perseguire è quello di sviluppare sinergie con le organizzazioni e le strutture esistenti, in tal modo il Corpo interverrà su domanda e in base alle esigenze.

Il passaporto europeo delle competenze permetterà, invece, di gestire un registro che confermi le capacità e le competenze acquisite con il volontariato: in altre parole, il Passaporto ricalcherà il modello Europass (CV Europeo on-line) per consentire di registrare le competenze in modo trasparente e comparabile.

I giovani soprattutto dovrebbero accogliere il testimone e continuare l’attività di volontariato già avviata, promuovendo  attività fondate sul sociale, sulla sussidiarietà e sulla consapevolezza europea perché, come disse G.A., “… Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se qualcuno irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla.”

 

di Orazio Buonamico

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