Studio Visa-Nomisma: e-commerce italiano cresce a doppia cifra entro il 2030.

Editoriali

  • Fra gli italiani intervistati che giudicano sicuro un metodo di pagamento, il 63% associa l’affidabilità alla presenza di strumenti di autenticazione adeguati.
  • Il 56% dichiara che aumenterà la frequenza di utilizzo dell’AI per gli acquisti entro il 2030: sicurezza e protezione dalle frodi sono fattori chiave per l’espansione del commercio digitale[1].
  • La crescita prevista apre nuove opportunità per le PMI che intraprendono un percorso di digitalizzazione.

Milano – I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca La sfida della fiducia nel commercio digitale“, realizzata da Nomisma per Visa, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual misura tra canale fisico e digitale, con il 35% degli under 29 che compra online almeno una volta alla settimana. La crescita di consumi stimata, entro il 2030, potrebbe portare la spesa delle famiglie italiane fino ai 796 miliardi di euro, con una crescita del 18%.

Al tempo stesso, la ricerca evidenzia come la crescente digitalizzazione comporti un aumento della complessità nella gestione della sicurezza, legata alla moltiplicazione dei canali di contatto, dei dati condivisi e delle credenziali utilizzate dai consumatori.

In questo scenario, la tecnologia – e in particolare l’intelligenza artificiale – assume un ruolo sempre più centrale nel ridefinire l’esperienza d’acquisto, contribuendo a semplificare i processi, aumentare la personalizzazione e favorire l’accesso a informazioni e servizi.

Il digitale come opportunità di futuro

Guardando al 2030, la ricerca delinea una trasformazione storica per il commercio italiano: secondo il modello elaborato, per la prima volta i consumi online potrebbero superare quelli fisici, con la quota digitale destinata a salire fino al 43% del totale, dal 33% attuale[2].

I pagamenti digitali rappresentano per gli italiani una modalità d’acquisto consolidata, sempre più centrale nelle abitudini quotidiane dei consumatori”, spiega Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia: “Oggi, la prospettiva di raggiungere un equilibrio tra commercio fisico e digitale entro il 2030 è concreta e questa trasformazione costituisce un’opportunità strategica soprattutto per le imprese italiane, chiamate ad accelerare i propri percorsi di digitalizzazione per restare competitive. In questo contesto, Visa ha già abilitato oltre 1 milione di PMI negli ultimi tre anni, contribuendo inoltre a rendere il sistema dei pagamenti sempre più accessibile e sicuro.

L’intelligenza artificiale apre una nuova fase del commercio

Nel quadro di crescente digitalizzazione che emerge dallo studio, l’AI gioca un ruolo importante. I dati forniti dagli intervistati mostrano infatti come stia entrando rapidamente nella vita quotidiana degli italiani: il 47% degli interpellati la utilizza già per attività lavorative e il 75% nella vita privata, con picchi del 73% e 94% rispettivamente tra gli under 29.

Se parliamo di acquisti, l’intelligenza artificiale viene impiegata principalmente per ricercare informazioni su prodotti e servizi (41%), confrontare alternative (33%) e richiedere consigli (23%). I benefici percepiti sono concreti: riduzione del tempo dedicato ad attività ripetitive (44%) e semplificazione delle operazioni quotidiane (40%). Il trend è destinato a intensificarsi. Il 56% degli italiani interpellati dichiara che aumenterà la frequenza di utilizzo dell’AI per gli acquisti entro il 2030, mentre tra gli over 65, il 10% inizierà a utilizzarla entro lo stesso periodo.

Se da un lato l’intelligenza artificiale semplifica l’esperienza di acquisto, dall’altro introduce fattori che potenzialmente influenzano la fiducia degli italiani, infatti al crescere della familiarità con gli strumenti digitali aumentano anche la consapevolezza e la percezione dei rischi associati.

Fiducia e sicurezza: le condizioni per la crescita

I fattori che influenzeranno la traiettoria futura del commercio digitale — inclusa la capacità dell’AI di renderlo più semplice e più efficace — potranno quindi avere un potenziale impatto sulla crescita economica. Lo studio indica che questa non si giocherà soltanto sulla tecnologia o sull’adozione di nuovi strumenti di pagamento, ma sulla capacità dell’intero ecosistema di costruire e mantenere la fiducia dei consumatori.

In tal senso, la risposta che emerge dalla ricerca indica una direzione precisa: la necessità di un livello di sicurezza efficace e percepibile.

Dallo studio emerge che quando gli italiani giudicano affidabile un metodo di pagamento, lo fanno soprattutto in presenza di strumenti di autenticazione adeguati (citati dal 63% degli intervistati), di notifiche in tempo reale tramite push, SMS o e-mail (52%) e a fronte di un uso frequente senza esperienze negative (44%).

La crescita del commercio digitale non dipenderà soltanto dall’evoluzione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità dell’intero ecosistema di costruire e rafforzare la fiducia dei consumatori”, ha commentato Stoppani. “Sicurezza e affidabilità sono diventate leve decisive per l’espansione del mercato digitale. Per questo motivo, negli ultimi dieci anni abbiamo investito 3 miliardi di dollari solo in infrastrutture di intelligenza artificiale e dati. Questo non significa solo migliorare l’esperienza d’acquisto, ma creare le condizioni per sostenere la crescita futura del commercio digitale e agentico nel mondo e in Italia”, ha concluso Stoppani.

“L’attenzione crescente al rischio di frode non rappresenta un freno allo sviluppo dei pagamenti digitali, ma un fattore che ne guida l’evoluzione. I consumatori chiedono oggi maggiore sicurezza e protezione, orientando il mercato verso soluzioni sempre più avanzate. Un italiano su tre, fra gli intervistati, mostra infatti una piena consapevolezza della possibilità di incorrere in una frode e, al tempo stesso, riconosce come l’intelligenza artificiale possa contribuire a rendere le minacce più sofisticate, rafforzando la necessità di strumenti di difesa sempre più evoluti. In questo scenario, la fiducia non è un elemento accessorio, ma la vera condizione abilitante per la crescita del digitale, da costruire attraverso sistemi di sicurezza sempre più efficaci e un investimento continuo nell’informazione ed educazione dell’utente”, ha dichiarato Ersilia Di Tullio, Head of Strategic Advisory Nomisma.

I casi di studio, i confronti, le statistiche, le ricerche e le raccomandazioni sono forniti “COSÌ COME SONO” e sono intesi solo a scopo informativo e non devono essere utilizzati per consulenza operativa, di marketing, legale, tecnica, fiscale, finanziaria o di altro tipo. Visa Inc. non fornisce alcuna garanzia o dichiarazione in merito alla completezza o all’accuratezza delle informazioni contenute in questo documento, né si assume alcuna responsabilità che possa derivare dall’affidamento su tali informazioni. Le informazioni contenute nel presente documento non sono intese come consulenza legale o di investimento e i lettori sono incoraggiati a chiedere il parere di un professionista competente laddove tale consulenza sia richiesta.

[1] La sfida della fiducia nel commercio digitale“, ricerca realizzata da Nomisma per Visa in aprile 2026 su un campione di 1000 intervistati in Italia, di età compresa fra 18 e 70 anni

[2] Il modello di stima originale sviluppato da Nomisma nell’aprile 2026 definisce inizialmente la baseline 2024 e successivamente stima la crescita dei consumi delle famiglie e la loro ripartizione per strumento di pagamento al 2030, identificando le principali traiettorie di cambiamento del sistema (crescita dei consumi, evoluzione dei canali di pagamento e modifica nell’utilizzo dei diversi strumenti), anche grazie alle evidenze della consumer survey. Il focus del modello è sulla distinzione tra pagamenti effettuati tramite canale online e canale fisico. La definizione di commercio digitale adottata nel modello è più ampia rispetto alla nozione di acquisti online ed e-commerce in senso stretto ed include tutti gli acquisti di beni e servizi che vengono ordinati e regolati attraverso canali digitali, indipendentemente dalla presenza di una piattaforma di vendita online strutturata (sito e-commerce). In questa prospettiva, rientrano nel commercio digitale non solo le transazioni tipiche su siti e-commerce, ma anche operazioni effettuate tramite strumenti digitali come home banking, app bancarie o bonifici online, quando utilizzati per il pagamento di beni e servizi.

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