DISAGIO E DEVIANZA GIOVANILE

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Proseguono gli incontri del Corso di formazione e aggiornamento per docenti della scuola dell’obbligo su “Disagio e devianza giovanile. Fenomeni di bullismo” organizzato dal Consorzio per l’Università di Capitanata in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Foggia e la Scuola Elementare “Santa Chiara; sono inoltre partner del progetto l’Ufficio Scolastico Provinciale, l’Ufficio Minori della Questura di Foggia, la Asl Fg/1, gli Assessorati alle Politiche sociali e alla Pubblica Istruzione di Provincia e Comune di Foggia, la Camera Minorile di Capitanata.
 
Martedì scorso è stata Alfonsina De Sario, sostituto commissario della Polizia di Stato, a configurare il vasto campionario di situazioni di disagio e devianza in cui è richiesto l’intervento degli operatori dell’Ufficio Minori. “Un servizio – ha illustrato la responsabile – nato dall’esigenza di fronteggiare adeguatamente situazioni di disagio ed abuso che coinvolgono i più piccoli e che risponde in maniera rapida e competente alle sempre più pressanti e specifiche richieste provenienti dalla società civile, in particolare dalle famiglie e dalle scuole”.
Dal 1996 ad oggi, l’Ufficio è diventato punto essenziale di riferimento per associazioni, enti morali, uffici sanitari ed assistenziali impegnati sui temi del disagio minorile e per gli stessi uffici giudiziari. L’Ufficio è competente per abusi sessuali su minori, reati di violenza e maltrattamento su minori in ambito familiare, abbandono di minori, indagini sociali, antiaccattonaggio, esecuzione provvedimenti del Tribunale per i Minorenni, rintraccio di minori scomparsi, sfruttamento del lavoro minorile, evasione scolastica, bullismo nelle scuole. Ed è in riferimento a quest’ultimo fenomeno che De Sario ha presentato una sintesi di casi trattati, dalle elementari alle superiori: “Tutti gli approfondimenti effettuati in casi di bullismo – è stato spiegato – hanno portato alla conclusione che molti giovani e giovanissimi sono spinti a ricorrere alla violenza per sentirsi ed apparire visibili in un contesto che tende altrimenti a nascondere ed ignorare, una sorta di ribellismo che si manifesta con aggressioni fisiche, offese e soprusi, piccole e grandi prepotenze che si consumano tra una vittima ed un carnefice arrogante, sicuro di sé e protetto da un gruppo di coetanei consenzienti”. Quando l’osservazione degli insegnanti di fa attenta e interessata, si giunge alla richiesta d’aiuto e, su segnalazione, gli organi di polizia possono intervenire e con azioni appropriate saranno in grado di ricostruire il vissuto del minore e verificarne le condizioni. “Quasi sempre il minore che mette in atto comportamenti aggressivi e lesivi proviene da una famiglia problematica, ma non si pensi che si tratta solo di nuclei economicamente disagiati, anzi – ha concluso De Sario -. E’ fondamentale il ruolo della scuola, e docenti ed insegnanti possono con la loro sensibilità e volontà intervenire sui percorsi difficili dei minori in sofferenza, aiutandoli a svelare drammi, mancanze e maltrattamenti che possono deviare il corso delle giovani vite verso scelte irresponsabili da cui non si torna indietro”.
 
Il prossimo appuntamento del corso è previsto per martedì 4 maggio, sempre presso l’Aula Magna del VI Circolo “Santa Chiara” di Foggia, con inizio alle 16.30. Sono in programma gli interventi dei referenti degli assessorati ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione di Comune e Provincia e della Asl provinciale. L’argomento della lezione riservata alla classe dei 40 corsisti tratterà le modalità attraverso cui si concretizza l’intervento sanitario e istituzionale in ambito scolastico in presenza di casi conclamati di disagio e bullismo.

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