FIAT, TUTTI I SALMI FINISCONO IN GLORIA

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\"\"Ai temporali prima del bel tempo, in casa Fiat, ci si sono abituati da un pezzo. Ne scoppiò uno anche quando John Elkann sposò Lavinia Borromeo sul lago Maggiore. Portano bene e quando arrivano, ormai, l’intera famiglia del Lingotto si prepara al meglio. In tanti sono rimasti sorpresi dalla bufera mediatica, che non ha perso l’input di Gabriel Khan, sul Wall Street Journal, relativo all’azione legale, intentata da Margherita Agnelli de Pahlen, verso la trinità dei numi tutelari Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron.
 
In famiglia, però, sono rimasti tutti composti. Un serafico e contrito John Elkann si è detto: “Molto addolorato come figlio e stupito, per una vicenda privata chiusa già nel 2004”, mentre il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha immediatamente espresso.”Dispiacere per la famiglia”, precisando nel contempo “che la cosa non riguardava né direttamente né indirettamente la Fiat, e non avrebbe avuto alcuna conseguenza sull’azienda”.
 
Detto, fatto. Nemmeno ventiquattro dopo ecco squarciarsi il cielo e riapparire la sagoma aureolata di Sergio Marchionne con in mano l’annuncio di due bellissime notizie. Le vendite Fiat continuano a volare anche nel mese di maggio e Standard & Poor’s promuovono il Gruppo Fiat, facendo salire il rating a “BB+”, mantenendo l’outlook positivo e confermando la stessa valutazione su Cnh, il colosso delle macchine agricole e movimento terra, che è fulcro importante della galassia Fiat.
 
Essere riusciti a tenere, in qualche modo, la famiglia separata dalla governance, mette al riparo l’azienda da intemperie e burrasche che in altri tempi ne hanno compromesso la stessa sopravvivenza. E’ ammirevole leggere le motivazioni della severa agenzia di rating, mentre sullo sfondo ci si accapiglia per questioni di eredità. “Fiat ha dimostrato consistenti progressi, come la crescita del 4,4% del profitto operativo nel primo trimestre 2007, con le divisioni auto e camion che aumentano i margini operativi del 3,3% e del 6%. Mentre il debito industriale netto, sempre nello stesso periodo, scende a 1,3 miliardi, rispetto a 1,8 miliardi di fine 2006”.
 
Per migliorare i giudizi la Fiat dovrà dimostrare di essere capace di espandere le sue vendite anche all’estero. Prova alla quale Sergio Marchionne e il suo staff si stanno preparando nel migliore dei modi. Con il grande lancio della Cinquecento a partire dal 4 luglio, lo sviluppo dell’effetto volano prodotto dalle vendite della Grande Punto e dal 2008 la ripresa della produzione, in Argentina, della world car Siena.
 E’ davvero un buon momento. Qualunque salmo, anche il più ostico, finisce sempre col tendere alle melodiose note del “Gloria”. Che sia il nome del prossimo modello vincente?
di Antonio V. Gelormini – Capitanata.it

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