ESSERE “REATTIVI” PER COMPETERE SUL MERCATO

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Durante il 2012 gli operatori della “supply chain” si affideranno alla tecnologia per ottenere una maggiore flessibilità e la capacità di percepire e reagire immediatamente al mutare degli eventi.

Henry Hicks, Industry Vice President, Supply Chain di Progress Software, dichiara: “Nel 2012 gli operatori della catena di fornitura continueranno a contenere i costi poiché l’esigenza di essere sempre più snelli dominerà ancora la strategia generale. Questo però non farà altro che aumentare l’esposizione al rischio di eventi imprevisti di ogni tipo e dimensione. Al fine non solo di sopravvivere, ma anche di avere successo in questo ambiente caotico, gli operatori della supply chain dovranno avere una visibilità in tempo reale, capire l’impatto di questi eventi e, infine, essere in grado di reagire in tempo reale. Gli operatori che saranno in grado di percepire rapidamente i cambiamenti nella catena di fornitura e attuare un piano d’azione per aggirare il problema saranno quelli che avranno successo nel 2012.”

Le previsioni di Progress Software per la supply chain:

  1. La pianificazione è morta. Viva la pianificazione. Nonostante i sofisticati strumenti di pianificazione oggi disponibili, i migliori piani per la supply chain hanno un’accuratezza inferiore al 50%. Sebbene i progressi nella pianificazione del settore abbiano mantenuto alcune delle promesse, hanno anche dimostrato quanto sia difficile prevedere cosa succederà, semplicemente basandosi sui dati storici. Tuttavia, le aziende e le loro catene di fornitura non sono in grado di determinare un obiettivo finale e il percorso per raggiungerlo. Quindi, la pianificazione non è morta, ma le aziende dovrebbero usarla per uno scopo ben preciso: fissare gli obiettivi finali e determinare la direzione da percorrere.
  2. Elasticità bidirezionale. Per molti anni il mercato della supply chain è stato florido poiché le materie prime venivano rifornite da tutti gli angoli della terra in nome della produzione a basso costo. Tuttavia oggi, alcune aziende preferiscono sacrificare i bassi costi pur di essere più vicini ai propri clienti e ridurre il time to market. Inoltre, molti di questi Paesi “a basso costo” sono diventati essi stessi il cliente finale. Per reagire a questi cambiamenti, le catene di fornitura dovranno dimostrare un certo livello di elasticità bidirezionale per rispondere sia all’esigenza di una produzione ampia, sia all’eterogeneità dei clienti.
  3. Disastri ambientali e guerre costringono le aziende a ripensare la loro strategia di approvvigionamento, ma a quale costo? I recenti disastri ambientali hanno reso le aziende consapevoli di quanto le proprie catene di fornitura siano esposte al rischio quando fanno affidamento su un piccolo numero di fornitori, in particolare quelli situati in ambienti precari. Per mettersi al sicuro, le aziende potrebbero essere tentate di ampliare la rete di fornitori, ma questo non è semplice dal momento che le relazioni e la fiducia non si costruiscono in tempi brevi.
  4. Previsioni a breve termine. Con una catena di fornitura snella, essere in grado di percepire e reagire al mutare delle circostanze rapidamente è fondamentale. Le aziende utilizzeranno strumenti di analisi predittiva di breve periodo per elaborazione degli eventi in tempo reale. Le soluzioni di Business Intelligence assicurano la capacità di raccogliere dati, analizzarli, capire le correlazioni e fornire all’utente una più profonda comprensione del rapporto causa ed effetto. Tutto questo è importante, però la velocità con cui viene eseguito è fondamentale.
  5. Alla disperata ricerca di gestione e controllo centralizzati. La possibilità di avere un’unica visione di ciò che sta accadendo in tutta la supply chain determinerà il successo delle aziende e nel 2012 si continuerà a cercare un sistema centralizzato di gestione e controllo. Nonostante la tecnologia si stia evolvendo per fornire una visione univoca della supply chain, resta da affrontare la sfida dovuta al fatto di operare in un’organizzazione con diverse componenti e silos d’informazioni.
  6. Supply chain “senza contatto”. Invece di maneggiare il prodotto, i grandi marchi orchestreranno tutte le componenti in movimento che compongono la propria supply chain. Apple è un ottimo esempio di questo approccio; l’azienda gestisce tutte le parti in movimento della propria supply chain senza realmente “toccare” il prodotto in ogni fase. Sempre più aziende continueranno a gravitare verso questo modello e alcuni esternalizzeranno interamente la gestione della supply chain stessa.
  7. Gli fornitori di servizi logistici diverranno hub di gestione e informazione. Dal momento che una supply chain snella farà sentire sempre più pressione sui manager del settore, questi chiederanno ai fornitori di servizi logistici di fare di più con le informazioni in loro possesso. I fornitori di servizi logistici diverranno, dunque, l’outsourcer ideale per la supply chain, in quanto sono in grado di vedere il movimento delle merci in ogni fase della catena di fornitura.
  8. Il CFO sarà sempre più coinvolto nella supply chain. Dato il clima d’incertezza economica non sorprende che l’ufficio del CFO sia sempre più interessato alle attività quotidiane della supply chain, né che le interazioni tra questi dipartimenti si intensificheranno. La supply chain, infatti, manipola e gestisce le scorte o -per meglio dire- il capitale circolante. In molti casi, dunque, essa impatta sui flussi di cassa.
  9. Le aziende faranno leva sul servizio della supply chain. Alcune componenti della supply chain continueranno a ridurre i costi di trasporto e a far leva sul servizio per aumentare il proprio vantaggio competitivo. Sempre più aziende, in particolare le aziende produttrici di tecnologia, stanno infatti riconoscendo l’importanza di una migliore gestione dei propri servizi. Le aziende massimizzeranno, dunque, le opportunità gestendo sia le scorte sia il capitale umano, mentre orchestrano i Service Level Agreement (SLA) con la propria base clienti. E quelle più accorte continueranno a utilizzare la conoscenza acquisita a tutti i livelli della catena per avere una migliore pianificazione e visione a lungo termine.
  10. Dal ‘C-A’ al ‘P-D-C-A’ (Plan, Do, Check, Act). Il successo delle aziende e dei partner delle loro supply chain dipenderà sempre più dalla capacità dei manager di avere una completa visibilità su tutta la catena di fornitura. Questa visibilità, però, è utile solo se questi manager possono agire sugli eventi nel momento in cui si verificano.

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