La clinica dell’HUB al servizio della ripresa economica

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Quali servizi vengono offerti dal vostro progetto?

HUB SpA si occupa di coworking, ossia offre circa 800 mq di spazi e garantisce una serie di servizi, quali postazioni di lavoro, consulenza, sale per eventi, a disposizione sia di startupper, sia per imprese ed enti locali. All’interno della nostra sede, ad esempio, sono ospitati i makers di FabLab Napoli: studenti, artigiani, programmatori, ingegneri, architetti, designers che utilizzano le tecnologie della Digital Fabrication e condividono competenze per dar forma alle proprie idee.

Le postazioni per il coworking da chi possono essere occupate?

Nel nostro HUB non esistono limiti settoriali o tipologici: le postazioni che offriamo per il coworking sono libere e vi è una “selezione naturale” da parte degli utilizzatori dei nostri spazi, i quali sono professionisti innovativi, non ancorati ai modelli tradizionali d’ufficio.

Che cos’è la Business Clinic, a chi si rivolge e che servizi offre?

La Business Clinic si rivolge a titolari di microimprese, a imprenditori che vogliono rivedere il modello di business, crearne uno da zero o investire su altre start-up. La clinica offre servizi interni – valutazione dell’idea imprenditoriale, programmazione del lavoro da svolgere, redazione del business plan finale – a supporto in fase d’avvio della start-up, e servizi esterni, rivolti al territori, per promuovere l’innovazione sociale sul modello delle smart cities.

Rete e sinergie tra le realtà emergenti. Come si realizza il network?

Il network deve essere veicolato con iniziative ad hoc e noi di HUB SpA ci ispiriamo al modello delle Smart Cities cercando di sviluppare innovazione sociale e stimolare la progettazione di nuove idee attraverso incontri e workshop in fase pre-seed e seed della start-up. Per raggiungere questo obiettivo è necessario infatti avviare un’animazione territoriale marcata, perché il nostro HUB si sviluppa all’interno del contesto metropolitano a Nord di Napoli, caratterizzato da connessioni deboli. Un terreno fertile per la nascita di nuovi modelli di business creativi e innovativi è dato certamente dal mondo accademico: per questo motivo incentiviamo la partecipazione delle Università a collaborare e ci proponiamo di migliorare e lavorare sulle connessioni periferiche della rete.

Un giovane che vuole intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale come può avviare l’iniziativa?

La partecipazione al nostro HUB lascia spazio alla creatività: non è previsto un percorso codificato e standard! Ognuno è libero di sperimentare le proprie idee e di verificarne la validità confrontandosi con gli altri membri del nostro concentratore e dell’intera rete regionale: il network di HUB SpA infatti si dirama in nodi provenienti non soltanto da Napoli, ma anche dalle altre province campane.

Sulla base di quali criteri vengono selezionate le idee presentate dagli aspiranti imprenditori?

Le attività di incubazione delle start-up devono ancora iniziare, non è stato delimitato un criterio di selezione, ma abbiamo certamente a cuore dei temi di particolare interesse: primo tra tutti l’innovazione sociale. La valorizzazione del territorio, la qualità della vita, lo sviluppo di una realtà in grado di contribuire al benessere collettivo, la costruzione di una Smart City, il recupero dell’edilizia sono infatti alcuni degli obiettivi alla base della fondazione di HUB SpA.

Che valore aggiunto può dare un’idea come l’HUB in un territorio difficile quale quello di Giugliano?

Fondare HUB SpA e collocare la sede dell’aggregatore nel Palazzo Palumbo, all’interno del centro storico di Giugliano è stata sicuramente una sfida che tutti noi soci e fondatori dell’iniziativa abbiamo deciso di affrontare. HUB SpA vuole essere un’opportunità, un canale per aprire le porte all’innovazione e l’incubatore può essere uno strumento attraverso il quale trattenere nel nostro territorio i talenti che, a causa delle condizioni economiche sfavorevoli e dei limiti tipici meridionali, sono motivati ad emigrare. Giugliano è sede di numerosi impianti di stoccaggio e smaltimento rifiuti, l’area metropolitana tra Napoli e Caserta conta una moltitudine di piccole imprese appartenenti al settore manifatturiero, il Comune è ben collegato con le principali università campane (la Facoltà di Architettura e Disegno Industriale e la Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli, ad esempio, distano 5km dalla sede dell’HUB): questi fattori giocano a nostro favore perché Giugliano possiede tutte le premesse necessarie per realizzare una conversione del mercato del lavoro e delle attività delle aziende storiche. La città è un terreno fertile al cambiamento e alla ripresa dell’economia locale, processo che deve essere accelerato attraverso il passaggio al digitale e con la formazione professionale dell’esercito di giovani che la Campania possiede.

Un’ultima battuta: è possibile far nascere start-up nei territori della camorra?

L’innovazione digitale non conosce i limiti dell’economia tradizionale, non ci sono le barriere imposte dalla camorra e quindi, a mio avviso, è possibile fare impresa nella terra dei fuochi. Già sono presenti diverse start-up e un giovane che vuole davvero avviare un’iniziativa imprenditoriale deve essere dotato di creatività, buone idee, voglia di fare, pazienza e dedizione. Bisogna guardare alle opportunità di riconversione del nostro territorio e lavorare in questa direzione.

Tommaso Di Nardo, presenterà il progetto HUB SpA durante il Convegno “Reti d’impresa – Start Up innovative -Digital Marketing. Convegno coorganizzato con ODCEC Napoli” in programma il 28 novembre 2013 dalle ore 15.00 alle ore 19.00, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli.

di Paola Barbarisi 

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