SANITÀ INTEGRATIVA: MANAGERITALIA CHIEDE TUTELE PER UN SISTEMA CHE ALLEGGERISCE LA SPESA PUBBLICA E GARANTISCE ACCESSO ALLE CURE

Editoriali

Manageritalia esprime forte preoccupazione per alcune proposte emendative al Ddl sulla sanità che rischiano di compromettere il ruolo della sanità integrativa, oggi essenziale per oltre 16 milioni di italiani.

Roma – I Fondi sanitari integrativi non solo supportano i cittadini nell’accesso alle cure, ma rappresentano anche un vantaggio per lo Stato. Infatti, a fronte di un mancato introito fiscale di 1, coprono una spesa sanitaria pari a 5 volte tanto, evitando quindi un ulteriore peso sulla sanità pubblica e sulle liste d’attesa.

«Indebolire la sanità integrativa sarebbe un errore – afferma Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia – i Fondi, infatti, alleggeriscono la pressione sulle strutture pubbliche, riducono la spesa diretta per i cittadini, quella pubblica e garantiscono trasparenza grazie a rimborsi basati su documenti fiscalmente validi».

A destare particolare preoccupazione sono le modifiche al calcolo delle prestazioni vincolate e l’eccessiva ingerenza pubblica nelle dinamiche operative dei Fondi. Modificare la normativa di questo settore senza un confronto adeguato rischia di comprometterne l’efficacia, con ricadute negative per lavoratori e imprese.

Manageritalia insieme a CIDA e alle federazioni della dirigenza, chiede quindi una regolamentazione chiara e condivisa, che tuteli la complementarità tra i Fondi derivanti dalla contrattazione collettiva e il Servizio Sanitario Nazionale. «La sanità integrativa – conclude Ballaré – è un pilastro del welfare e deve essere sostenuta, non ostacolata. Chiediamo al legislatore di valutare con attenzione l’impatto di queste misure e di aprire un confronto con chi opera nel settore».

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