IL TRAFFICO DA\’ ALLA TESTA

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Se la guida è nervosa e il volante stressa, non è tutta colpa di un carattere agitato o di un\’agenda troppo piena. Il traffico dà alla testa e non è solo un modo di dire: respirare i fumi dei gas di scarico puo\’ danneggiare le cellule del cervello, scatenare l\’ansia e alimentare l\’aggressività. In altre parole rende più litigiosi, dentro e fuori dall\’abitacolo. A \’giustificare\’ la scontrosità metropolitana e le risse fra automobilisti è uno studio condotto in Egitto dagli scienziati dell\’università del Cairo, pubblicato sulla rivista \’BMC Physyology\’. La ricerca riguarda i ratti. Ma gli autori temono che, anche nell\’uomo, inalare ogni giorno le sostanze chimiche contenute nella benzina possa compromettere alla lunga la salute fisica e mentale.

I roditori di laboratorio sono stati esposti ai gas di scarico prodotti dalla benzina con o senza piombo, oppure a semplice aria. Ebbene, i ratti che inalavano sostanze chimiche risultavano molto più predisposti a farsi la guerra, o ad assumere posizioni d\’attacco rispetto a quelli che respiravano aria pura. Gli effetti prodotti dalla benzina classica o \’verde\’ erano sostanzialmente simili, anche se i ratti esposti a benzina senza piombo sembravano leggermente più a rischio di aggressività Dall\’analisi cerebrale, poi, è emerso che i fumi avevano prodotto danni alle cellule.
Ricerche precedenti hanno collegato i gas tossici a una maggiore probabilità di aborto, demenza o allergie. Alla lista dei pericoli si aggiunge ora l\’aumento dell\’aggressività: "Puo\’ rappresentare un ulteriore rischio per la popolazione umana quotidianamente esposta all\’inquinamento cittadino prodotto dai gas di scarico delle auto", avverte Amal Kinawy, coordinatore dello studio. Un\’emergenza, riflette, se si calcola che "milioni di persone ogni giorno sono esposti ai fumi di benzina liberati dai loro stessi veicoli". Insomma, l\’aria pulita rilassa mentre lo smog innervosisce. Un alibi per liquidare a parolacce il vicino di semaforo, ma anche un pericolo in più del \’mal di città\’.
 
(da Capitanata.it – Fonte Adnkronos)

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