LA PRIMA POLITICA È VIVERE

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Venerdì scorso presso il Palazzo dei Congressi della Fiera di Foggia è stato presentato il libro di Maurizio Lupi “La prima politica è vivere”. L’evento è stato promosso e organizzato dall’Associazione “Capitanata in rete”, presieduta dal Consigliere regionale Leonardo Di Gioia. Lo scrittore ne ha discusso con l’economista e parlamentare del Partito Democratico Francesco Boccia e con il caporedattore del settore Politica del Tg1 Mario Prignano.

Nel libro Maurizio Lupi ripercorre il suo personale cammino, con i temi e le questioni fondamentali della politica e della società italiana, l’incontro con don Giussani e Comunione e liberazione. Le esperienze manageriali in Lombardia, i primi passi in politica come assessore comunale nella giunta Albertini. La battaglia per l’affermazione del principio di sussidiarietà, che porterà alla nascita di un intergruppo parlamentare bipartisan. La nomina a vicepresidente della Camera. Una riflessione personale sul rapporto tra fede e politica, che svela perché il cristianesimo ha a che fare con ogni aspetto della vita e perché la politica non può essere ridotta solo a un problema di coerenza, ma va misurata anzitutto nella sua capacità di lavorare per il bene comune e offrire risposte efficaci ai bisogni dei cittadini. Unica condizione è la voglia di essere protagonisti della propria esistenza, ognuno con il suo ruolo e con le responsabilità di chi è chiamato a rispondere: perché se sei attento a te stesso, sei attento all’altro; non aspetti più che il problema sia risolto dall’università, dallo Stato, dal comune, ma diventi tu stesso motore del cambiamento. La prima politica insomma è vivere.

Durante la presentazione Maurizio Lupi ha citato Don Luigi Giussani e il libro che all’università gli fece leggere “Il potere dei senza potere” del Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Havel, dove c’era un esempio semplicissimo ma impressionante: l’esempio del fruttivendolo. Il regime politico obbligava un fruttivendolo ad indicare  il prezzo ma anche ad esporre la scritta  “proletari di tutto il mondo unitevi”. Dopo un po’ il fruttivendolo tolse la scritta, subito per il regime diventò persona molto pericolosa, fu quindi perseguitato, arrestarono la moglie e subito dopo anche lui.  Vaclav Havel si domanda come mai quel semplice gesto aveva fatto tanta paura al potere? Se il fruttivendolo avesse tolto la frutta invece del cartello, sarebbe stato ugualmente un atto di protesta ma quel gesto del cartello fece paura al potere. Perché? Perché diceva Havel che il potere, l’ideologia, ha bisogno dell’omologazione ed è il gesto di libertà di un uomo, di uno, di un singolo fruttivendolo che fa paura al regime perché colpisce l’ideologia, il cuore del sistema potere. E’ quel gesto, quella testimonianza il germe che può mettere in crisi l’intero sistema.

Con la testimonianza puoi cambiare il mondo. Questo è il punto.
Il tuo gesto, la tua libertà di azione, la passione con cui vivi, nella politica o nel luogo dove tu sei, è testimonianza che dà inizio al cambiamento.

Un’altra citazione che sembrerebbe banale, ma anch’essa molto forte è stata quella del film “L’uomo ragno”, in cui Ben Parker lo zio di Peter Parker ribadisce un concetto molto chiaro “ Ricorda sempre da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Infine ha terminato la presentazione con un suo pensiero “Ricordatevi che molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore ma molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità” ed è proprio da quest’osservazione, che bisogna partire per un’Italia migliore.

Alla presentazione del libro non potevano mancare i membri dell’Associazione “ Capitanata in rete” dei Monti Dauni tra cui il sindaco di Biccari Avv. Mignogna, l’assessore alle attività produttive e all’ambiente di Casalvecchio di Puglia Ing. Buonamico, il dott. Michele Walter Margolicci, la Dott.ssa Maria Giusi Buonamico, la Dott.ssa Domenica Crescenzi, che dimostrano ancora una volta la voglia di mettersi in gioco e di impegnarsi per far fronte alle necessità sociali per il raggiungimento del bene comune e di uno sviluppo socio-economico-ambientale di un territorio che attualmente verte in uno stato di disagio sociale esorbitante.

Orazio Buonamico

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