SCALATE, SCALONI E SCALINI

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\"\"Superata senza scossoni la tappa di avvicinamento della Tav, oggi il Governo comincia ad affrontare la salita e a confrontarsi con la parte nevralgica del percorso programmatico: la cima Coppi del deficit pubblico, le tre cime di Lavaredo/famiglia, ammortizzatori sociali, pensioni minime e il Mortirolo, con lo spaventoso dislivello dello scalone Maroni.
 
Messi alle strette dal pressing europeo, che spinge per destinare alla riduzione del deficit l’intero ammontare dell’extra gettito fiscale, e dall’assedio a tutto campo dei ministeri, le cui richieste hanno rapidamente raggiunto l’apice di 16 miliardi euro, Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa cercano la fuga in solitario, per fiaccare il gruppo ed evitare imboscate lungo il tragitto.
 
Il cosiddetto “tesoretto” conta disponibilità intorno ai 10 miliardi euro e si cercherà, secondo il metodo Salomone, di assestare un colpo al cerchio ed un altro alla botte. Spostando i termini della concertazione con le parti sociali sulle priorità di intervento, per assegnarne gradualmente la quota possibile, tenendo fermo il punto di un intervento significativo da assegnare alla riduzione del deficit di bilancio.
 
Il piano prevede aumenti di 70-90 euro mensili a circa un milione e mezzo di pensionati, con meno di 550 euro mensili, e l’incremento dal 50% al 60% dell’indennità di disoccupazione , calcolata sull’ultima retribuzione. Una corposa contropartita all’amaro boccone del nodo delle pensioni. Si punta, in sostanza, ad un’intesa complessiva, che tratti contestualmente i temi del welfare e la riforma previdenziale.
 
Immediata o procrastinata nei prossimi mesi, l’ipotesi di trattativa è costruita sulla sostituzione dello scalone con scalini intermedi, per attenuarne l’impatto. La Cisl ha già dato il proprio contributo, col suggerimento di quote che possano sommare età anagrafica e anzianità contributiva da combinare a piacere, in modo da ottenere lo stesso risultato (quota 97: raggiungibile con 58 anni d’età e 39 di contributi, o 60 di età e 37 anni di contributi e così via). Cgil, Uil e il resto del movimento sindacale storcono il muso e aspettano la prova di assaggio.
 
I tecnici-pasticceri sono al lavoro. Se<saranno bravi, il rospo assumerà l’aspetto di un invitante “tartufo al cioccolato”. E nella più classica tradizione romana, il miglior tartufo al cioccolato si gusta e si apprezza ai “Tre scalini”, la storica caffetteria e gelateria di piazza Navona.
 

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