LE SUGGESTIONI DI VELTRONI

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\"\"La marcia di Walter Veltroni verso una fisionomia meno buonista, più decisionista e dai chiari lineamenti sarkozisti, si arricchisce di una nuova tappa. Questa volta tocca al tema cruciale del lavoro, argomento insidioso e nel contempo determinante nella ricerca di recupero del rapporto e del dialogo col mondo giovanile.
 
L’approccio è dei più delicati, perché avviene sul manifesto predisposto da Tiziano Treu e Tito Boeri, un duo garante della serietà della proposta, e che avanza l’idea del contratto unico, accompagnato dall’introduzione di una forma di salario minimo legale e dalla revisione dei calcoli di anzianità nella Pubblica amministrazione. Con un corollario non di poco conto, per il primo punto: la conseguente inapplicabilità dei parametri previsti dal famoso articolo 18.
 
Il coraggio ha spinto il futuro segretario del Partito democratico a definire “suggestiva” la proposta, accendendo già una serie di allarmi non solo sul fronte sindacale, ma anche su quello più interno al nascente partito, a partire dal ministro del Lavoro Damiano, che ne ha preso le distanze e tende a conservare un atteggiamento a tasso nullo di entusiasmo.
 
Veltroni ha capito al volo la potenzialità dell’argomento nel lenire il malcontento e accendere speranze nell’ostico mondo dei giovani e del precariato. E ha deciso con prontezza di assumere in concreto il tema della flessibilità. La proposta Treu-Boeri fa piazza pulita delle diverse tipologie di contratti e ne prevede uno solo, riunendo in una sola figura i lavoratori a tempo indeterminato e quelli temporanei. Il nuovo rapporto di lavoro comincerebbe sempre con un periodo di prova (più lungo di quello odierno), a cui seguirebbe un secondo coperto da una tutela media, per poi arrivare al consolidamento finale e indeterminato, con piena tutela ai livelli in essere già oggi.
 
Attenzione viva anche dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, che in mattinata ha ricevuto a Palazzo Chigi proprio Tiziano Treu, presidente della commissione Lavoro del Senato. A testimonianza che anche lui è davvero “sveglio come un grillo”.
 

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