Verso una nuova normalità: come la pandemia ha cambiato le esigenze di mobilità dei pugliesi tra nuove paure, necessità e abitudini. La seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental, cerca di rispondere a queste temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro. Per offrire uno spaccato completo dell’Italia, regione per regione, di come la pandemia ha cambiato le persone e come l’industry automotive sta reagendo al cambiamento, Continental si è affidato ai due importanti istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.

Come si muovono i pugliesi in epoca Covid

In questo momento di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile è ritenuta dal 59,3% dei pugliesi il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dai sentimenti negativi di ansia (24%) e di paura (11,4%) che accompagnano gli abitanti della regione e che sono il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini. 

Il 34,1% degli intervistati dichiara di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19, di questi il 40,4% per timore di prendere i mezzi pubblici o per paura dell’affollamento sui treni (14%). 

Da sottolineare anche una riduzione drastica degli spostamenti (22,8%) e un conseguente minor bisogno di mobilità da ricondurre a delle cause oggettive come lo smartworking, il telelavoro o la didattica a distanza (14%).

La domanda sorge spontanea: queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche i pugliesi non prevedono di tornare alle abitudini pre-covid a breve. Quasi la totalità (94,7%) manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, l’86% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino. 

La centralità dell’automobile 

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e pre-scelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti. 

Ma i pugliesi sono orientati ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? Il 61,7% dice di no, o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (37,9%) o per motivi economici (28,2%). 

Lo scenario cambia radicalmente davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, oltre la metà (65,9%) si dichiara propenso ad utilizzarli e cambiare la propria auto. Il 25% sceglierebbe un autoveicolo elettrico, il 21% un mezzo a benzina, il 17,2% un diesel e il 12,5% ad alimentazione ibrido diesel.

La trasformazione delle città

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, le viabilità e le infrastrutture delle città. Il 66,5% dei pugliesi infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (richiesta solo dal 26,3%). 

Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 43,7% degli intervistati suggerisce il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 41,3% un maggior sostegno al trasporto pubblico, il 33,5% un aumento della mobilità ciclistica attraverso l’ampliamento delle piste ciclabili e il 32,9% punta sulla pianificazione degli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole.  

Questo desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione della maggioranza delle persone (65,3%) che crede che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale. 

Sostenibilità e ambiente

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”. Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire: più della metà degli intervistati (62,3%) dichiara infatti di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria, se non in maniera inferiore.

Sicurezza stradale 

Il 74,3% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto. 

Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini dell’isola? L’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (43,1%). Segue poi la segnaletica stradale e i semafori (15%), i freni (9,6%), i sistemi di guida assistita (7,2%) e gli pneumatici (4,8%).

In questo contesto rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (62,3%), adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (19,8%) ed evita di incorrere in sanzioni (11,4%), mentre per il 3,6% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo. 

 

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