5° RADUNO MOTORYACHT D’EPOCA

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Dopo tre giorni densi di brio e di sole si è concluso con successo il V Raduno di Motoryacht d’epoca, organizzato da Assonautica Imperia. Le imbarcazioni presenti in banchina hanno soddisfatto in pieno le aspettative con la loro elegante maestosità. «Non c’è segreto – ha commentato Lucio Carli, presidente dell’Assonautica – la riuscita sta nella qualità degli yacht all’ormeggio, panfili che hanno fatto la storia, sta nel fascino delle loro linee, nella pittoresca cornice onegliese, nell’organizzazione complessiva dell’evento, collaudata e migliorata negli anni».
Il raduno ha ospitato veri e propri capolavori di arte navale, splendenti di un’antica bellezza grazie al legno, all’ottone e alle maniche a vento, senza la minima traccia sulle coperte della moderna tecnologia, capaci di affascinare il pubblico e sancire il successo del raduno.
Regina della banchina il Dionea, che oggi è tra i più importanti yachts da charter del mondo: 52 metri di capolavoro prediletti dallo star system, come conferma il suo capitano Giovanni Battista Schiaffino. Eccellenti le celebrità che hanno scelto il Dionea per crociere e charter: Bono degli U2, Lapo Elkann, l’attrice Monica Scattini, Alena Seredova, il calciatore Inzaghi e altri campioni del Genoa come Milito, Thiago Motta e Ferrari. Nei giorni del raduno il Dionea ha rallegrato la banchina con alcune presenze del mondo dello spettacolo. Monica Scattini, Beppe Convertini, Arianna David, Fanny Cadeo, Pamela Camassa e il fidanzato Filippo Bisciglia hanno reso ancora più frizzante l’atmosfera del party anni Sessanta che sabato sera ha scaldato Calata Cuneo.
Si pensi poi ai 71 metri della meravigliosa Haida G, su cui sono state girate alcune scene del recente film Mamma Mia con Maryl Streep; il Meltemi che tanto ha ispirato Elton John o altri gioielli come lo Shyraga, panfilo di 30 metri dal dolce profilo anni Cinquanta, nato dalla passione per il mare dell’ingegnere Enrico Piaggio, l’inventore della Vespa. O ancora il BSK Delfino: un Benetti di 18 metri, molto apprezzato dai Beatles e da Grace Kelly, ora di proprietà dall’architetto fiorentino Michele Bönan, che l’ha ristrutturata con gusto impeccabile, rendendola un vero e proprio gioiello. Seconda vita anche per il Red: il motoryacht nel 1998 venne ritrovato fortemente danneggiato in Costa Azzurra, dall’architetto milanese Piero Maria Gibellini, che con il maestro d’ascia Aurelio Martuscelli ha provveduto a ridonargli splendore. Un altro nome importante è il Philae III: uno dei due Baglietti modello Minorca originali esistenti al mondo e unico in Italia e che conserva intatti nella forma originale sia gli interni sia le linee esterne. Per realizzarlo sono state necessarie 36.000 ore di lavoro del maestro d’ascia.
Oltre 25.000 i visitatori presenti a Imperia durante i tre giorni della manifestazione, che hanno potuto tuffarsi nell’arte e nella cultura, grazie anche agli eventi collaterali, che hanno riscosso interesse e curiosità: come la mostra “I cantieri Baglietto dal 1958 ad oggi” e “Mare e cucina: la grande cucina sui transatlantici”,  entrambe allestite nei locali dell’ex – Deposito franco.
I Cantieri Baglietto hanno tracciato una parte importante della storia della cantieristica da diporto italiana. I Baglietto per tre generazioni sono stati sinonimo di qualità, ma anche di innovazione nella progettazione dei loro scafi e nel modo di costruirli. La mostra con testi riassuntivi e un’ampia e interessante raccolta di fotografie illustrava il percorso delle cinque attività principali del cantiere: la vela, la motonautica e gli yacht a motore degli ultimi cinquanta anni, la produzione militare, quella aeronautica a cavallo della prima Guerra Mondiale e l\’innovazione tecnologica sviluppata dal cantiere sia come prodotti sia come tecniche produttive.
“Mare e cucina” invece era dedicata alla ristorazione sui transatlantici che, fino agli anni \’60, erano l\’unico mezzo di trasporto intercontinentale: forse mai la gastronomia ha raggiunto tanta ricchezza e fasto come in quei luoghi e in quell’epoca. All\’interno della mostra erano esposti alcuni menù di prima, seconda e terza classe dei transatlantici più famosi che solcavano i mari tra gli anni \’20 e \’60. Questi menù suntuosi e decorativi offrivano fino a 70/80 portate naturalmente con ampia scelta di vini. Altra cosa unica erano i servizi di porcellane che imbandivano le tavole dell’epoca; la mostra ha ospitato due servizi del REX e uno dell’ANDREA DORIA recuperati da alcuni collezionisti privati.
Domenica 13 settembre alle ore 17.00, alla presenza delle autorità civili e militari e di tutti gli equipaggi, sono stati consegnati i premi della V edizione del Raduno di Motoryacht e dei concorsi che hanno animato la manifestazione.
La Gara di regolarità si è svolta sabato 12 settembre su un percorso di circa 18 miglia sulla tratta Imperia Oneglia – Lido Giunchetto, con giro di boa a largo di Bordighera. La competizione è stata divisa in due prove: prima tratta Imperia Oneglia – Arma, seconda tratta Arma – Lido Giunchetto. Una passeggiata tra i mari della Riviera ligure di Ponente, in cui barche tanto diverse le une dalle altre si sono sfidate. Ecco i vincitori:
 
1° classificato    BSK Delfino (1963 – 18 metri)
2° classificato    Bella (1978 – 17, 68 metri)
3° classificato    Majulema (1970 – 22, 40 metri)
 
La prima edizione della Imperia Cook & Race, la gara che ha coinvolto gli chef di bordo, ha animato Oneglia fin dal mattino. Gli chef infatti hanno curiosato tra le bancarelle del mercato locale e con naso fino e occhi attenti hanno acquistato i prodotti migliori per i loro piatti, in un omaggio alla tradizione e ai sapori della terra ligure. L’originale competizione ha visto in gara alcune imbarcazioni iscritte alla Prova di Regolarità. Tra i fornelli un solo cuoco per ogni barca, professionista o dilettante, che si è cimentato in una prova di cucina in mare aperto, con tutte le sue difficoltà. Gli chef sono stati accolti con calore all’interno delle cambuse e hanno conquistato pubblico e giuria con le loro prelibatezze.
I giurati hanno apprezzato il grande impegno e l’abilità dei cuochi impegnati nella gara, che hanno preparato durante la navigazione piatti all’altezza dei grandi gourmet. Le specialità sono state giudicate per bontà, presentazione e difficoltà di esecuzione, da una prestigiosa giuria composta dai cuochi stellati Michelin: Maura Gosio (chef), Danilo Angé (chef Prova del Cuoco RAI 1), Matteo Vigotti (chef), dal Direttore della rivista Horeca Davide Di Corato e da Marco Gorlero, un rappresentante dei ristoranti imperiesi. Ad aggiudicarsi la Cook & Race sono stati:
 
1° classificato Cuoco ProfessionistaFrancesco Bruschi con il piatto “Buiabesse avvantaggiata”. Motoryacht Roberta (1966 – 16 metri)
1° classificato Cuoco non ProfessionistaMaria Clara Cardagnani con il piatto “Coniglio alla mia maniera”. Motoryacht Bella (1978 – 17, 68 metri)
1° classificato Premio BontàTadjer Rabah con il piatto “Polpette di pesce alla mediterranea”, il piatto preferito di Lady Diana. Motoryacht Philae III (1964, 20 metri)
1° classificato Presentazione – Giuseppe Veirana con il piatto “Triglie crude all\’arancio su garelli crudi alle erbe liguri”. Motoryacht La Piera (1959, 10,75 metri)
1° classificato DifficoltàRosella Cesari Viani con il piatto “Muscoli ripieni Mamma Rosa”. Motoryacht Emelmar (1969, 18, 40 metri)
Terminata la degustazione i piatti sono stati esposti a disposizione del pubblico presente, che ha potuto ammirare e assaggiare la fantasia culinaria degli chef. La Cook & Race è stata un vero e proprio successo, come testimoniano le parole di Danilo Angè, uno dei giurati, che ha apprezzato: «La giusta competitività, la grande ospitalità, il divertimento e lo spirito sulle barche».
Domenica, subito dopo la parata nel golfo, ha preso il via anche il Concorso di Eleganza. La giuria composta da Esa Scajola Ranzini, Flavio Serafini, Pierluigi Pivas, Massimo Roggero e Tiziana Riva, ha valutato l’etichetta navale, l’estetica del battello e l’abbigliamento dell’equipaggio.
Ecco i risultati:
1° classificato    Shyraga (1954, 30 metri)
2° classificato    Red (1948, 23, 95 metri)
3° classificato    Lady Rose (1991, 24 metri)
 
La Classifica Generale Overall Motoryacht edizione 2009 è invece la seguente: 1° classificato – Bella (1978 – 17, 68 metri); 2° classificato – La Piera (1959 – 10, 75 metri) e 3° classificato – Red (1948 – 23, 95 metri).
 
Sono stati inoltre assegnati anche quattro importanti Premi speciali:
 
·                    Trofeo Prefettura di Imperia: Palinuro – “Per la sua prima presenza al Raduno di Motoryacht a cui ha dato grande prestigio”.
·                    Trofeo Città di Imperia: Haida G – “Maggiore anzianità di varo (1929)”
·                    Trofeo Confartigianato Imperia: Dionea – “Per la disponibilità, le iniziative e la tipologia dell\’abbigliamento dell\’equipaggio”
·                    Trofeo Casinò di Sanremo: Meltemi – “Barca partecipante in tutte le edizioni del Raduno”
·                    Trofeo Assonautica: Shyraga – “Miglior restauro”
 
Secondo il Regolamento ASDEC 03/2009 è definita imbarcazione a motore quella in cui la propulsione avviene con mezzi meccanici indipendentemente dall’energia utilizzata: elettrica, solare, a combustione esterna (a vapore) e interna (benzina o diesel).
Sono considerate barche d’epoca tutte le barche costruite con materiali classici (come legno, acciaio, alluminio, ferro, ferro cemento), che abbiano compiuto 25 anni di età. Le barche in materiali sintetici per essere considerate “Barche d’epoca” devono invece essere state costruite entro il 31/12/1969.
Il grande successo del V Raduno di Motoryacht d’epoca è stato possibile anche grazie alla puntualeorganizzazione di Assonautica Provinciale di Imperia; all’appoggio degli Enti sostenitori: Regione Liguria, Provincia di Imperia, Camera di Commercio I.A.A, Comune di Imperia,Prefettura di Imperia e Fondazione Carige; al contributo degli Sponsor Ufficiali: Ballerini, Fratelli Carli, Agnesi, Rotolito Lombarda, Gruppo Fontana e Porto di Oneglia S.p.A. e alla collaborazione organizzativa e logistica di: Capitaneria di Porto, Yacht Club Imperia, Milano Immagina, Asdec e Riva Historical Society.

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Festa del BIO 2019: è sabato 7 settembre a Palazzo Re Enzo di Bologna

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Bologna, – Sabato 7 settembre alle 15.10 il taglio del nastro inaugurale di Fausto Tinti, vice-sindaco metropolitano della Città metropolitana di Bologna, darà inizio alla Festa del BIO edizione 2019, l’evento che esalta il gusto del biologico.

Una festa aperta a tutti che ha l’obiettivo di far conoscere e far vivere il vero biologico attraverso due talk divulgativi, moderati da Federico Quaranta, per riflettere su un approccio più attento verso lo spreco alimentare, i cambiamenti climatici, l’ambiente e la salute, alternati a momenti di show cooking e divertimento.

Anteprima dell’iniziativa alle ore 11 l’iscrizione alla BioCaccia, il contest fotografico a tema #Bio aperto a tutti.

Dalle ore 15.40 la Festa del Bio prosegue con l’incontro “Cambia la terra per ridurre gli sprechi alimentari”. Lo spreco alimentare e il cibo come bene comune è uno dei temi più urgenti e discussi su scala globale: secondo la FAO, un terzo di tutti i prodotti alimentari a livello mondiale vengono sprecati, per un valore di 750 miliardi di dollari. A dare un contributo importante a ridurre la perdita e lo spreco di cibo sono le produzioni alimentari da filiere corte, biologiche e locali, che possono evitare rilevanti ripercussioni negative sia a livello socio-economico che ambientale. L’incontro è organizzato nell’ambito della campagna “Cambia la Terra. No ai pesticidi, sì al biologico”

Interverranno: il Segretario generale di FederBio Paolo Carnemolla, Lorenzo Ciccarese, Responsabile Area conservazione e uso sostenibile della biodiversità e del suolo e della gestione sostenibile dei sistemi agricoli e forestali ISPRA e membro del Comitato dei Garanti di Cambia la Terra; Luca Falasconi, Ricercatore alla  Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, docente di Politica agraria e sviluppo rurale e Co-fondatore di Last Minute Market, Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura & Biodiversità WWF Italia e Nazzareno Gabrielli Vice Direttore di Banca Etica.

A seguire la presentazione della guida “Eco-Bio in Città – biologico e naturale a Bologna”, realizzata da Eco-Bio Confesercenti, e la BIOmerenda dedicata ai più piccoli.

Alle 18, con la moderazione di Federico Quaranta, si parlerà di “Agricoltura biologica: un’alleata contro i cambiamenti climatici”. Il modello agroecologico può vantare un forte potenziale poiché è in grado di ridurre le emissioni dei gas serra, grazie all’esclusione di prodotti chimici di sintesi. La FAO considera la diffusione dell’agricoltura biologica come una promettente strategia per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Si confrontano sul tema: Gianumberto Accinelli, Entomologo e scrittore; Eva Alessi, Responsabile consumi sostenibili e risorse naturali WWF Italia; Ugo Biggeri, Presidente Etica Sgr; Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio; Gianmaria Sannino, Climatologo ENEA. 

Sono previsti inoltre i contributi di: Silvia Zamboni, Giornalista e saggista – Gruppo di lavoro “Partecipazione e comunicazione ambientale”  Kyoto Club; Claudia Benatti,  Edizioni Terra Nuova con la partecipazione di Andrea Trenti, attivista #FRIDAYSFORFUTURE Modena.

 

Al termine dei talk, lo chef Riccardo Facchini de La Prova del Cuoco realizzerà live degustazioni a base di prodotti biologici.

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