FAETO: “I FRANCOPROVENZALI DI PUGLIA CHI SONO?”, CINQUE GIORNI DEDICATI ALLA CULTURA FRANCOPROVENZALE

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\"\" È giunta al settimo ciclo, l’edizione “I francoprovenzali di Puglia chi sono?”, cinque giorni dedicati alla cultura francoprovenzale.
L’ Associazione Culturale Francoprovenzale di Puglia in Piemonte in collaborazione con la Provincia del Piemonte e la Federazione Casa Puglia Piemonte, organizza mercoledì 15 ottobre, il primo dei cinque appuntamenti intitolato “Vita sulle nostre montagne e Agriturismo Francoprovenzale”, Relatore Dott. Marco Rey.
Gli incontri si svolgeranno presso la sede ex Fergat, via F. Millio, 20 Sala Congressi (adiacente fondazione Sandretto, Borgo San Paolo) dalle ore 17 alle ore 19.
Mercoledì 22 ottobre, è fissato il secondo appuntamento: Relatore Dott. Francesco Candido “Nuovi strumenti Culturali della lingua Minoritaria”. Ilio Amisano e Pierluigi Ubaudi  “La musica e il canto per il recupero dell’identità.”
Terzo appuntamento, mercoledì 29 ottobre: Relatori Prof.ssa Mariella Pintus “Le pietre magiche del Canavese in territorio Francoprovenzale”. Prof. Aldo Pavia “ Storia e cultura Francoprovenzale“.
Quarto appuntamento, mercoledì 5 novembre: Relatori Dott. Claudio Santacroce “Attualità e attività Francoprovenzali nelle valli di Lanzo”,  Prof. Vito Tangi: “Dominazione Angioina e nascita delle comunità di Celle di San Vito e Faeto“.
Ultimo incontro, mercoledì 12 novembre Relatori Ricercatore: Enzo Vayr  “Esperienze di una comunità Francoprovenzale”.
Ricordiamo che  l’Associazione Culturale Francoprovenzale di Puglia in Piemonte conta circa 50 soci originari dei comuni di Celle di San Vito e di Faeto.
Il simbolo che identifica l\’associazione è il rosone a sei raggi il quale da molti secoli è incastonato al centro della facciata del Santuario di San Vito, tanto caro ai cittadini di Celle e Faeto.
Il motivo ispiratore è stata l’esigenza di costituire un’associazione che può raccogliere e trasmettere la tradizione linguistica della minoranza francoprovenzale di Puglia. L’esigenza di preservare il patrimonio linguistico e culturale così unico della piccola minoranza linguistica.

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