Stamattina ascoltando la principale rete radiofonica della RAI mi sono soffermato ad ascoltare perché si parlava delle ormai imminenti elezioni di Napoli.

Quello che subito mi è sembrato stonato è stato il come si è presentata la situazione del capoluogo campano, una situazione presentata come se la città stesse per uscire da un lungo periodo di oscurantismo e che, con la fine dell’era De Magistris, potesse avviarsi verso una gestione della cosa pubblica migliore.

Ora, non so l’età degli opinionisti presenti a questa allegra chiacchierata, ma penso fossero abbastanza grandi dal ricordare come il sindaco uscente avesse trovato la città 10 anni fa.

Il racconto continua però come se il periodo arancione sia stato il periodo peggiore di una città che, testualmente: “viene lasciata con una marea di debiti… con un turismo di massa (presentato come negativo) un centro storico senza più botteghe e dove non c’è più posto per la commistione di classi sociali… eccetera

Napoli, certamente, avrà ancora mille problemi da risolvere, ma non ho paura di smentite nel dire, se ci mettiamo a studiare di dati, che sia una città che sta mille volte meglio di 10 anni fa.

Napoli è stata un laboratorio politico e amministrativo nell’era De Magistris, un’era nella quale i potentati e gli amici degli amici sono usciti dal palazzo, un’era in cui ha amministrato la cosa pubblica forse chi non lo avrebbe mai fatto in un’altra qualsiasi coalizione.

La cosa che più mi fa dispiacere e mi colpisce, come, con la cosidetta par condicio (stamattina), possa essere garatita senza la presenza di candidati e con la presenza di una serie di opinionisti che forse (ma questo non lo so) non vedono l’ora di normalizzare la città.

De Magistris ha e ha avuto un sacco di difetti, ma che Napoli stesse meglio prima di lui è falso storico, un falso che salta agli occhi.

Io spero che vinca ancora quella voglia di ribellione che sempre aleggia nella città partenopea, anche se, l’ordine per tutti è: NAPOLI VA NORMALIZZATA…

Speriamo di no…

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