Je Suis Charlie, l’importanza della convivenza religiosa nel rispetto degli stati e delle libertà laiche

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jesuischarlieNon posso che cominciare queste poche righe con il dire che “Siamo tutti Charlie”, e, sia pure nel nostro piccolo esprimiamo la nostra vicinanza alla Francia e a tutti coloro i quali provano in libertà a informare e anche a irridere alle volte la realtà, i credi, i potenti. La nostra vicinanza alle vittime e alle famiglie delle vittime.

Si può essere vicini o lontani a quel modo di fare satira, ma senza se e senza ma, si è lontani da chi pensa di poter emettere ed eseguire sentenze di morte semplicemente per questioni di opinione o di libertà di pensiero.

Una volta di più è fondamentale ribadire che il diritto, garantito dalle costituzioni europee, di religione, è importante e l’Europa garantisca questa possibilità di professare i propri credo senza nessuna discriminazione. E’ altrettanto necessario  che l’Europa e anche il nostro Paese, pretenda dai sui cittadini e dai suoi ospiti laicità nei comportamenti comuni e in pubblico al di fuori dei luoghi di culto (ma anche nei luoghi di culto bisognerà non fare nulla contro la legge). Ciascuno può fare le scelte religiose che vuole, ma le leggi devono essere rispettate, le libertà di tutti, quelle garantite dagli stati devono essere rispettate come altrettanto sacre e degne di protezione. Nessuna deroga deve essere possibile e, come recitano praticamente tutte le costituzioni, “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.

A questo punto non ci resta che dire: “Je Suis Charlie” !

di Michele Dell’Edera

 

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