SAAB PASSERÀ ALLE CINESI YOUNGMAN E PANG DA, IL CEO MULLER HA GETTATO LA SPUGNA.

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Epocale cambio di proprietà per la Saab : dopo la Volvo Automobiles anche la Saab finirà in mani cinesi. Il piano di rilancio del CEO Muller non ha portato ai risultati sperati dopo aver acquisito l’anno scorso il brand di Trollhättan dagli americani della GM per ben 400 milioni di dollari. La Saab passerà perciò ai cinesi di Youngman e Pang Da. Neanche il lancio della Nuova 9-5 è servito a “salvare” la Saab.
Entrambi i marchi automobilistici svedesi parlano cinese da oggi; nel 2010 la cinese Geely si assicurò il controllo della Volvo Automobiles ad un prezzo circa sei volte inferiore di quanto gli americani della Ford Motor Company avevano pagato nel 1999 per assicurarsi il controllo della casa scandinava.

Si apre ora un nuovo capitolo per il costruttore svedese con tanti interrogativi e molte preoccupazioni per il futuro della vera identità della Saab, già messo a dura prova da quasi venti anni di discutibile gestione della GM che ha offuscato i successi commerciali degli anni settanta (Saab 99 Turbo e 900) ed ottanta (Saab 9000).

Chi può dimenticare la mitica 9000 degli anni ottanta nata con un accordo insieme all’Alfa Romeo e a Fiat-Lancia che portò alla creazione di una piattaforma comune per Alfa 164, Saab 9000, Lancia Thema e Fiat Croma. Fu un successo globale che aumentò l’immagine del brand svedese,soprattutto negli USA; l’avvento della GM negli anni novanta annientò l’esclusività svedese utilizzando in modo troppo evidente le piattaforme ed i motori Gm-OPEL. Il collasso ne è stata solo la sua naturale conseguenza.

Saab Automobile attualmente conta su circa 3800 dipendenti in Svezia, dove si effettua la produzione in moderne fabbriche e dove sono presenti impianti per lo sviluppo tecnico presso la sede Saab a Trollhättan, 70 km a nord di Goteborg.

La situazione degenerò a luglio 2011 quando il top management team della Saab aveva sottoscritto un accordo con  due partner cinesi Youngman e Pang Da , prevedendo la cessione del 53,9% della società in cambio di 245 milioni di euro. Il 24 ottobre era però arrivato lo stop, con il Ceo Victor Muller che aveva giudicato inaccettabili le nuove richieste dei cinesi, che proponevano l’acquisto del 100% di Saab assumendone di fatto il pieno controllo. “Sarebbe la fine della nostro marchio” aveva detto il CEO Muller, ma alla fine l’hanno spuntata i partner asiatici.

La Saab stava attraversando una durissima crisi finanziaria, i cinesi dovranno anche colmare i numerosi debiti; con una produzione ferma da mesi era ovvio che nessun costruttore occidentale avrebbe potuto acquisire un brand che non aveva oramai dagli anni novanta più quel know-how esclusivo  che le ha permesso di farsi strada in tutto il mondo. I costi da sostenere per rilanciare seriamente la Saab sarebbero stati massicci ed onerosi, ma con la crisi globale del settore automotive, chi potrebbe attuare un progetto del genere?

La Saab, inoltre, è un brand di nicchia ed avrebbe necessità continua di ingenti risorse economiche e questo non è un dettaglio di poco conto. Nel 2010 la Saab ha prodotto 31.696 vetture, ma nel corso della sua storia non ha mai superato le 170mila unità annue.

La Saab è l’acronimo di Svenska Aeroplan Aktiebolaget (Azienda Aeronautica Svedese), nacque nel 1937 come costruttore di aerei e presenta il suo primo prototipo di auto dieci anni più tardi, in seguito alla creazione della Divisione auto Saab. Nel 1990 nasce Saab Automobile AB come ditta separata, con proprietà condivisa tra Saab Scania Group e General Motors; nel 2000 diventa una sussidiaria di GM, che ne acquisisce l’intera proprietà. Nel febbraio 2010, l’olandese Spyker Cars acquista da GM l’azienda, che diventa quindi un costruttore indipendente. Il resto è cronaca dei giorni nostri.

di Michele Antonucci

Spot 2009 della Saab 9-3 Cabrio Turbo  – Born from Jets

http://www.youtube.com/watch?v=k0h793EKQDY&feature=related

Crash Test

http://www.youtube.com/watch?v=HX7o7li5b6A

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