QUELL’ENERGIA SPRECATA O NON PRODOTTA

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L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, nell’ultima audizione al Parlamento ha lanciato un allarme sullo scarso utilizzo dell’energia prodotta e sull’incapacità della rete a distribuirla.

L’avvento delle energie rinnovabili ha portato, soprattutto il SUD, a realizzare impianti eolici e fotovoltaici in gran quantità. Secondo l’Autorità questa energia sta mandando in crisi la rete distributiva italiana e in particolare quella del sud perché non in grado di reggere “il trasporto” dell’energia prodotta.

E’ come se a fronte di una grande domanda di prodotto, io ne produrrei a sufficienza, ma non avrei poi i mezzi per consegnarla.

E’, come al solito, uno dei grandi paradossi italiani che per anni ha discusso e investito, ad esempio, sull’energia nucleare senza rendersi conto che una parte del Paese stava già producendo una quantità di energia tale in grado di dare risposte, almeno in parte, al nostro fabbisogno nazionale.

Pensate che se ci fossero infrastrutture per l’accumulo e per il trasporto di questa energia, il Sud Italia, sarebbe autonomo dal punto di vista energetico.

Lanciando questa discussione ieri su Facebook, in alcuni gruppi che si occupano di mezzogiorno, abbiamo avuto notizia di centrali ferme perché non saprebbero a chi “dare” l’energia e che quindi vengono tenute solo di riserva, di impianti rinnovabili che vanno a singhiozzo e così via.

Si parla tanto di politiche di sviluppo e poi ci si ferma al trasporto di un “prodotto” la cui richiesta è elevatissima.

Se non ci si convincerà che l’Italia può crescere grazie alla tenuta del Nord, ma soprattutto grazie a lla crescita del Sud non credo che nessun Governo andrà mai da nessuna parte.

di Michele Dell’Edera

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