FIAT, ESORDIO DOPPIO IN BORSA MARCHIONNE: AL PASSO COI TEMPI

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Primo giorno della doppia Fiat in Borsa con la Auto che ha avviato le quotazioni a Piazza Affari scambiando a 7,04 euro per azione. Mentre la parte Industrial ha scambiato a 8,76 euro.

Per eccessiva volatilità i titoli Fiat sono stati però sospesi poco dopo l’inizio delle contrattazioni in Piazza Affari, per poi riprendere in modo consistente con Fiat Auto a 7,18 euro e un realizzo di scambi per circa 14 mln di azioni e Fiat Industrial, che fissa il prezzo a 8,795 euro per azione, che ha registrato scambi per oltre 10 mln di titoli..

“Abbiamo il dovere di stare al passo con i tempi e di valorizzare tutte le nostre attività”, ha affermato Sergio Marchionne, presidente di Fiat Industrial, nel corso della cerimonia della doppia quotazione di Fiat e Fiat Industrial a Piazza Affari. Marchionne ha sottolineato che quello della quotazione “è un momento molto importante per la Fiat, perché rappresenta, allo stesso tempo, un punto di arrivo e un punto di partenza”.

Quanto a Mirafiori, “se vince il ‘no’ con il 51%, la Fiat non fa alcun investimento”, ha annunciato poi Marchionne, sul referendum che chiamerà i lavoratori ad approvare l’accordo sullo storico stabilimento torinese. E ha quindi sottolineato che “siccome la condizione dell’accordo è garantire la governabilità dello stabilimento, se andiamo a impedire la governabilità avremmo dei problemi. L’accordo – ha aggiunto – sarà preso con la maggioranza dei sindacati”. Sulla mancata firma della Fiom all’accordo su Mirafiori, il manager ha detto che “la Fiat non ha lasciato fuori nessuno”. E, in ogni caso, il Gruppo è “capace di produrre vetture con o senza la Fiom”.

L’ad del Lingotto ha inoltre detto che una Confindustria senza Fiat “la vedo come possibile, ma non probabile”, rispondendo a chi gli chiedeva di una eventuale uscita del Gruppo dall’associazione degli industriali. “La Fiat non può continuare a essere condizionata”, ha poi aggiunto.

Inoltre Fiat potrebbe salire al 51% di Chrysler se la casa automobilistica statunitense dovesse quotarsi già nel 2011, fa sapere ancora Marchionne. “E’ possibile ma non probabile che si salga sopra il 50% se Chrysler decide di andare sul mercato nel 2011”, afferma sottolineando che al momento non è pianificata alcuna fusione tra Fiat e Chrysler.

“E’ offensivo chiedere i dettagli del piano”, ha poi replicato l’ad del Lingotto a chi nel mondo dei sindacati e della politica chiede di sapere i dettagli del piano ‘Fabbrica Italia’, sottolineando che “quando serviranno gli altri 18 miliardi previsti dal piano, li metteremo”. E ha quindi spiegato di essere “appena tornato dal Brasile, dove ho inaugurato con l’ex presidente Lula uno stabilimento. In Brasile non si sarebbe mai permesso nessuno di farsi dare i dettagli dell’investimento. Smettiamola di comportarci da provinciali”. Marchionne ha continuato dicendo che “non ho chiesto io ai sindacati e allo Stato di finanziare niente. E’ la Fiat che sta andando in giro per il mondo a raccogliere i finanziamenti per portare avanti il piano. Andate in giro voi -ha detto rivolto ai sindacati a prendere i soldi”.

E proprio a proposito del governo – dice ancora Marchionne – ha avuto un atteggiamento “molto incoraggiante” nelle trattative condotte da Fiat con i sindacati sul futuro degli stabilimenti in Italia. “Ci ha dato tutto l’appoggio necessario per portare avanti il discorso, riconoscendo in quello che sta facendo la Fiat una cosa buona per il Paese”.

Adnkronos

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