PUGLIA, UN AEROPORTO DI TROPPO

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Ci sarebbe di che rallegrarsi per la presa d’atto tardiva dell’assessore regionale ai Trasporti, Michele Loizzo, a testimonianza di una raggiunta consapevolezza del problema cardine per il sistema aeroportuale pugliese: “La sfida di rianimare ben quattro aeroporti è proibitiva”. Un lusso che la Puglia non può permettersi.
 
Se non fosse che alla diagnosi, finalmente azzeccata, rischia di seguire una terapia dagli effetti letali per tutto il turismo pugliese e per i diversi settori interessati dal suo indotto. Perseverare nella logica del “taglio delle ali” (Foggia e Grottaglie), quale soluzione per potenziare e salvaguardare i due scali di Bari e Brindisi, renderà impossibile il decollo di un qualsiasi auspicato e sofferto Sistema Turistico Pugliese.
 
Da troppi anni, scomparse le code di tedeschi e francesi dalle nostre autostrade, il Gargano continua ad essere abbandonato alla deriva di 3 ore di collegamento in pullman da uno scalo aeroportuale all’altezza delle sue aspettative. Non una parte indistinta del territorio in cerca di riscatto, ma il Gargano: l’area col tasso di ricettività più significativo del sistema Puglia e quella con la più variegata delle tipologie di offerta turistica. Dal balneare al religioso, dal naturalistico al culturale, dall’eno-gastronomico al termale.
 
Da troppi anni lo sguardo è distolto da Grottaglie (se non per le vicende legate all’Alenia) e dalle enormi potenzialità di servizio del suo aeroporto verso una realtà in crescita esponenziale come il versante ionico della regione e l’adiacente, nonché vasta, area della Piana di Metaponto. Da troppi anni, in verità, si trascura la coltivazione della risorsa “accoglienza”, per una programmazione industriale dello sviluppo dell’attività di incoming. Mentre ci si consuma nella rincorsa affannosa all’incentivo, per garantire proposte di outgoing su tratte che non durano nemmeno l’arco di una stagione.
 
E’ tempo di guardare in faccia la realtà e recuperare il coraggio della capacità di analisi e dell’efficacia dell’intervento. La vera palla al piede per la Puglia (lunga circa 480 Km.) è l’anomalia di un traffico aereo concentrato su due scali a 90 Km. di distanza l’uno dall’altro. E’ il non considerarne gli evidenti effetti di “cannibalizzazione”. E’ l’ostinarsi a ritenere normali trasferimenti in pullman di tre ore e sorprendersi se i flussi turistici, poi, scelgono Ibiza e non Vieste o Lanzarote anziché le Tremiti.
 
Un’anomalia, come ci comunica con disarmante impotenza l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, che mostrerà ancor più i suoi limiti con la prossima apertura in Campania del nuovo scalo internazionale di Grazzanise. I destini del turismo nel Mezzogiorno si giocano su ben altre piste, che quelle di Puglia. Sarebbe il caso che, almeno per quelli di casa nostra, fossimo in grado di rendercene artefici, con un ultimo “colpo di cloche”. Catturando magari il vento giusto tra i tanti che questa regione ormai vende a tutti, senza riuscire a farne ricchezza per sé.
 
di Antonio V. Gelormini
analista turismo

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