In un anno la quota dei risultati organici in prima posizione passa dal 57% al 44% e a occupare la cima della pagina sono gli AI Overview. La presenza online si misura sempre più con la capacità di essere scelti come fonte dall’intelligenza artificiale
La presenza dei siti aziendali nelle ricerche su Google resta alta, ma il numero di click continua a scendere. Un paradosso che descrive come è cambiata negli anni la pagina principale dei risultati.
Come riporta Christian Cilli, consulente, formatore e specialista SEO fondatore del progetto SEO Leader, nella sua analisi presentata durante l’evento di Asseprim Confcommercio lo scorso maggio, in un anno la quota dei risultati organici in prima posizione è scesa dal 57% al 44% secondo i dati di Moz Cast, e lo spazio in cima viene occupato sempre più dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Il fenomeno riguarda qualunque sito, perché descrive come Google mostra oggi i risultati a tutti. Gli AI Overview, i riassunti generati dall’intelligenza artificiale, sono passati dallo 0% al 23% delle ricerche in meno di due anni e oggi compaiono in prima posizione nel 21% dei casi.
Ne consegue che comparire tra i primi risultati non garantisce automaticamente maggiore traffico. Se la risposta è già nella pagina, generata dall’AI, l’utente spesso si ferma e non approfondisce aprendo i siti, anche quando sono in cima ai risultati.
Per le aziende, quindi, il terreno cambia: accanto al posizionamento, conta sempre più capire come diventare una fonte che l’AI decide di citare. La visibilità, in altre parole, si misura sempre meno con i click e sempre più con le citazioni.
“Il punto non è perdere posizioni, perché spesso le aziende restano ben visibili. È che quella visibilità rende meno traffico di prima, perché in cima alla pagina risponde direttamente l’intelligenza artificiale. Per le imprese cambia la domanda da porsi: non più ’come arrivo primo’, ma ’per quali argomenti la mia azienda diventa la fonte che l’AI sceglie di citare’?” spiega Christian Cilli.
Dalla posizione alla citazione: la guida di Christian Cilli
Per anni l’obiettivo di chi si occupava di visibilità online è stato arrivare in prima pagina attraverso keyword studiate e strutturate. Oggi, quando a rispondere è un sistema generativo, entra in gioco la GEO (Generative Engine Optimization), ovvero l’ottimizzazione per i motori generativi, e principi come la topical authority, la capacità di coprire un tema in modo completo e riconoscibile.
Christian Cilli chiarisce tre punti fondamentali di cui tener conto per diventare una fonte affidabile per l’AI:
1. Rispondere in modo chiaro ed estraibile: i sistemi generativi cercano il passaggio che risponde in modo diretto a una domanda specifica. Sul proprio sito, è fondamentale aprire ogni pagina importante con una risposta sintetica alla domanda principale, e aggiungere i dettagli spezzando il testo in sezioni brevi con titoli, tabelle ed elenchi.
2. Diventare un riferimento sul proprio argomento: l’AI ragiona per aree di significato e privilegia chi copre un tema in modo completo e credibile. Un metodo funzionale è creare una pagina del sito dedicata al tema principale, a cui collegare approfondimenti e articoli firmati da un autore reale, con fonti attendibili sempre citate.
3. Controllare l’indicizzazione e misurare le citazioni: un sito entra nelle risposte solo se è indicizzato e comprensibile anche sul piano tecnico, quindi è necessario verificare che le pagine siano indicizzate per tutti i motori di ricerca, monitorando quante volte e per quali domande l’azienda viene citata.
“Una pagina che l’AI sceglie come fonte di solito apre con una risposta chiara, è organizzata in blocchi leggibili e porta dati verificabili. Sono requisiti che un buon contenuto ha sempre avuto, oggi però diventano la condizione per esistere anche dentro le risposte automatiche. È un lavoro di metodo, costruito sul singolo progetto”, conclude Christian Cilli.



