Nel 2025 solo il 20% delle aziende europee con più di 10 dipendenti hanno utilizzato tecnologie basate sull’IA nei propri processi, una soglia ancora relativamente bassa, data la maturità di questa tecnologia, ma l’aumento da un anno all’altro è significativo. Lo rivelano i recenti dati Eurostat. Nel Belpaese (fermo al 16%) sono ampi i margini di sviluppo. A maggio a Milano la settima edizione della AI WEEK, il principale evento continentale sul tema, con oltre 700 speaker internazionali tra cui la CEO e co-fondatrice di Quipu, Mercedes Bidart e Michele Catasta, President & Head of AI di Replit. “Serve una cultura condivisa, che superi barriere di competenza e diffonda consapevolezza su come l’IA possa diventare un fattore abilitante per l’innovazione”, spiegano gli organizzatori Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti

Nel 2025 solo 2 imprese europee su 10 (20,0 %) con almeno 10 dipendenti hanno utilizzato tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (IA) nei propri processi aziendali, secondo i dati più recenti pubblicati da Eurostat. Questo, tuttavia, rappresenta un aumento significativo di 6,5 punti percentuali rispetto al 2024, quando la quota si attestava al 13,5 % – dato che era a sua volta più del doppio rispetto al 7,7 % del 2021 – ma resta ancora una soglia relativamente bassa per una tecnologia ormai matura e disponibile sul mercato. Nonostante la crescita sia robusta, quindi, la penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese europee resta modesta se considerata nei processi strategici di business. In termini assoluti, infatti, solo una minoranza di imprese del vecchio continente incorpora tecnologie quali: analisi automatizzata del linguaggio scritto; generazione di contenuti multimediali; riconoscimento vocale o altre forme di apprendimento automatico nei propri flussi operativi. Tra queste applicazioni, proprio l’analisi del linguaggio scritto è risultata la più diffusa, adottata dall’11,8 % delle imprese, seguita dalla generazione di immagini, video e audio (9,5 %) e dalla generazione di linguaggio naturale (8,8 %).

Il lavoro da fare per divulgare una vera e propria cultura dell’IA, quindi, è ancora lungo secondo gli esperti Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori del successo internazionale della AI WEEK 2026, l’evento numero uno in Europa sul tema della IA, che si terrà il 19 e 20 maggio 2026 a Milano, alla Fiera di Rho, e rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati al futuro dell’AI. “I dati Eurostat – commentano – mostrano un’Europa in rapido movimento verso l’adozione dell’intelligenza artificiale, con una crescita significativa anno su anno. Tuttavia, la quota di imprese che utilizzano l’AI rimane ancora bassa, con molti settori e mercati nazionali lontani dal pieno potenziale”.

La disparità tra Paesi e settori è, infatti, un altro elemento che emerge dai numeri. L’adozione dell’AI non è infatti uniforme tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Paesi come Danimarca (42 %), Finlandia (37,8 %) e Svezia (35 %) presentano tassi di utilizzo ben superiori alla media europea, mentre Romania (5,2 %), Polonia (8,4 %) e Bulgaria (8,5 %) rimangono agli ultimi posti della classifica. In Italia, invece, sia secondo le statistiche europee che secondo recenti dati ISTAT, la fotografia sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese è in linea con i trend di crescita continentali, ma con margini di miglioramento sensibili. Infatti l’utilizzo di AI nelle imprese italiane è praticamente raddoppiato nel 2025, passando da circa l’8,2 % nel 2024 a oltre 16% nel 2025. La crescita più marcata è stata registrata nelle grandi aziende – dove oltre la metà ha adottato strumenti di intelligenza artificiale – mentre le PMI mostrano progressi, ma restano sotto la media europea per diffusione complessiva. Le principali barriere identificate includono la carenza di competenze digitali, costi percepiti elevati e incertezze normative. La diffusione degli strumenti generativi di IA tra la popolazione italiana riflette un quadro simile: secondo Eurostat, solo il 19,9 % degli italiani di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa nel 2025, ben al di sotto della media UE (32,7 %).

“Questi divari, comunque, riflettono non soltanto differenti livelli di digitalizzazione delle economie nazionali, ma anche investimenti, competenze e strutture produttive differenti. – commentano ancora Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice – Le grandi imprese e i settori tecnologici più avanzati tendono ad abbracciare prima le soluzioni IA, mentre le piccole e medie imprese (PMI) – che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea e, soprattutto, italiana – restano spesso indietro per mancanza di risorse, competenze e consapevolezza dei benefici”.

In questo contesto di crescita, ma anche di ampi margini di miglioramento, l’Italia si prepara ad ospitare uno degli eventi più importanti in Europa dedicati all’intelligenza artificiale: per l’appunto la AI WEEK 2026. L’evento è concepito come una piattaforma di confronto altamente internazionale: l’edizione 2026 vedrà la partecipazione di oltre 700 speaker provenienti da tutto il mondo, su 10 palchi tematici, con un programma che include talk ispirazionali, masterclass, sessioni pratiche, casi di successo e opportunità di networking. Tra i relatori attesi ci saranno leader del settore (come Mercedes Bidart, CEO e Co-founder di Quipu e Michele Catasta, President & Head of AI di Replit), esperti tecnologici ed esperti accademici globali (come Philippa Web, Co-founder e Director dell’Oxford Institute of Technology and Law) che affronteranno temi chiave come l’adozione dell’IA nei processi aziendali, l’etica e la governance dell’IA, il ruolo dell’innovazione per la competitività delle imprese, e le traiettorie future della tecnologia e della legislazione. L’evento, giunto alla sua settima edizione, ha già registrato un’ampia adesione di partner, sponsor e partecipanti provenienti da diversi Paesi, e si propone come un hub di riferimento per consolidare la cultura dell’IA in Europa. La presenza di player di primo piano non solo promuove la condivisione di conoscenze tecniche e pratiche, ma favorisce anche la creazione di un ecosistema che supporti l’adozione responsabile e strategica dell’IA nei diversi settori produttivi.

“Iniziative come AI WEEK 2026 – concludono Fiore e Viscanti – assumono un ruolo cruciale: non solo per mettere in luce casi concreti di utilizzo di questa tecnologia, ma soprattutto per alimentare una cultura condivisa, che superi barriere di competenza e diffonda consapevolezza su come la tecnologia possa diventare un fattore abilitante per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità delle imprese europee e italiane”.