NEL VINO IL VERO NETWORKING SECONDO ENNEAWINES

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Il mondo dei social network è ormai entrato nelle aziende cambiando per sempre il modo di gestire i clienti e il personale. Si parla ormai sempre più spesso di e-learning e meno di aula tradizionale, le vecchie intranet sono state abbandonate in favore delle community e la comunicazione viaggia prevalentemente sul web.  In questo contesto c’è l’esigenza di riscoprire antiche forme di socializzazione e networking dal vivo. Nasce così l’Enneawines, l’ultima tendenza  del training che unisce aspetti di apprendimento esperienziale, social networking e buon vino , un format tutto italiano che sta riscuotendo grande successo negli  USA.
L’Enneawines è stato presentato da AMC Services alla conferenza annuale di Training Industry che si è svolta a Maggio a Raleigh (NC –USA) dedicata quest’anno all’impatto dei social network e del web 2.0 sullo sviluppo delle persone in azienda. “E’ stato un momento molto apprezzato della conferenza – dichiara Maurizio Mesenzani CEO di AMC Services, società di consulenza e formazione Italiana che opera a livello internazionale  – le persone si sono alzate dalle sedie ritrovandosi davanti a un buon bicchiere di vino italiano che è stata l’occasione per conoscersi, fare networking e confrontarsi passando dal mondo virtuale delle community aziendali a quello reale di community che nascono in base alle differenti tipologie di persone e di vino.  
L’EnneaWines è una chiave di lettura di sé e degli altri che si fonda sulla metafora del vino come specchio della propria personalità ed è un’innovativa rivisitazione dell’antico test dell’Enneagramma, nato circa duemila anni fa in Asia centrale ed usato tutt’oggi in contesti di selezione, business, career coaching. L’Enneagramma – spiega la business coach Irene Morrione, una dei creatori dell’Enneawines – è un modello della psiche che individua nove tipi psicologici ad ognuno dei quali, nella versione dell’EnneWines,  è stato abbinato un vino italiano che per storia o caratteristiche organolettiche ne ricorda le peculiarità.
“Dopo aver fatto il test – continua Irene Morrione –  le persone ricevono una scheda che riassume le caratteristiche del loro profilo (enneatipo) in termini di punti di forza, aree di miglioramento e compatibilità con gli altri. Successivamente le persone si dividono in gruppi in base al proprio enneatipo e assaggiano il vino corrispondente , ad esempio Barolo per i perfezionisti o Chianti per i leader. In questo modo si crea non solo un momento di apprendimento non convenzionale  ma anche un occasione informale di networking e socializzazione con capi, colleghi e collaboratori. In un mondo dove la comunicazione viaggia sempre più online questi momenti di incontro reale diventano davvero preziosi per il clima aziendale.

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