Crollo programmato del Ponte Morandi di Genova: per la SIPPS non bisogna nascondere ai bambini le notizie e la verità

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Roma – Nei giorni scorsi tutta Genova in particolare ha assistito con sgomento e tristezza al crollo programmato del Ponte Morandi. Molti genitori si saranno posti il problema di spiegare ai propri figli cosa è successo e perché. Questa è una buona occasione per rendere partecipe un bambino di una notizia triste.

Secondo la SIPPS questo fatto rappresenta l’occasione per spiegare, se non lo si è già fatto, cosa è accaduto il 14 agosto del 2018 e come si è arrivati alla demolizione dei resti del famoso ponte, uno dei simboli del capoluogo ligure.

“Non lasciamo che sia la TV a “condurre il gioco” – spiega il Dott. Michele Fiore, Pediatra di Famiglia ASL3 di Genova. Dobbiamo essere noi genitori a parlare con i nostri figli, cercando di intercettare quello che potrebbe creare uno stato di ansia nel bimbo. Si può raccontare e descrivere il proprio shock vissuto da noi adulti quel 14 agosto di un anno fa ed approfittare dell’evento vissuto lo scorso venerdì 28 giugno per descrivere la gioia della rinascita anche da eventi tragici, cambiando in positivo una notizia dai contorni tragici”.

“Dobbiamo parlare in maniera chiara ai bambini senza mai nascondere loro le notizie – aggiunge il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – e non dobbiamo assolutamente occultare verità che successivamente i piccoli potrebbero scoprire da soli”. 

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