VALORIZZARE I “TRATTURI” PER DESTAGIONALIZZARE IL TURISMO

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“I tratturi della transumanza vie per destagionalizzare il turismo pugliese. Un intreccio di antichi legami tra i territori  delle civiltà rurali  che ci identificano in Italia e nel Mezzogiorno, e che dobbiamo riscoprire quale strumento di collaborazione economica e istituzionale per il progresso delle nostre regioni”. Lo ha dichiarato il consigliere della Puglia per Vendola, Francesco Laddomada, intervenendo al dibattito ‘La civiltà dei tratturi e la storia delle regioni tra passato e futuro’, organizzato nell’ambito della Fiera del Levante dal Consiglio regionale della Puglia, alla presenza del Presidente Onofrio Introna e del  Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Nazario Pagano. “Portare il turismo – ha aggiunto Laddomada –  dalle coste all’interno della Puglia è fondamentale per una regione  come la nostra che punta a far divenire il turismo, l’ambiente e l’agroalimentare leve dello sviluppo e della crescita economica. Ho cominciato – continua l’esponente della PPVV –  a occuparmi di tratturi partendo dal tratturello martinese.  Ho appreso delle potenzialità insite in essi attraverso uno studio di fattibilità del 1990 che ho trasmesso a Confindustria.  Un percorso di transumanza che comincia da Laterza, passa per tredici comuni ionici, giunge ad Avetrana, ed è attraversato dalla Ferrovia sud est, dalle Ferrovie dello Stato e da due strade statali. Ma quello martinese  è uno dei 70 tratturi e 71 tratturelli  che attraversa la rete tratturale che fin dalla notte dei tempi annualmente ha visto condurre dalla Capitanata alla Murgia salentina le greggi d’Abruzzo e Molise.  Sono interessate 5 regioni, 16 province e 531 comuni. Un’area che non è più attraversata dalle pecorelle ma ricca di storia e risorse ambientali e culturali,  parchi, siti archeologici, fiumi,  patrimoni dell’Unesco, che dobbiamo mettere a sistema e trasformare in opportunità di occupazione e di investimenti di risorse europee. E’ un patrimonio di  legami storici tra territori che dobbiamo rinnovare e rinsaldare con gli strumenti normativi regionali e comunitari di cui disponiamo. E qui – conclude Laddomada – mi rivolgo al Presidente del Consiglio Onofrio Introna e al Presidente del Consiglio della regione Abruzzo Nazario Pagano che ci ha onorato della sua visita.  Abbiamo la Legge regionale n.29/2003 da modernizzare e coordinare con  le altre regioni con cui abbiamo condiviso una tra le più antiche tradizioni del mondo agricolo del nostro Paese, che ci ha lasciato un patrimonio di relazioni che dobbiamo riprendere e riportare al presente per il nostro futuro ancora insieme”.

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