IL RISCHIO EROSIONE DELLE COSTE PUGLIESI

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Si presenteranno a Bari lunedì prossimo i risultati del progetto S.T.A.R.T. (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di Posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla TCT srl di Brindisi in partnership con Legambiente Puglia e finanziato nell’ambito del PO PUGLIA 2007-2013 – Asse I Linea 1.1 –Azione 1.1.2 Bando “Aiuti agli investimenti in Ricerca per le PMI”.

Con il progetto START si è inteso sperimentare la coltivazione in vasca della Posidonia oceanica, pianta acquatica che riveste un ruolo fondamentale nella difesa delle coste del Mediterraneo, grazie alla sua opera di stabilizzazione e consolidamento dei fondali. In particolare, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio sull’erosione costiera per il recupero e la valorizzazione dei litorali è pari a 1.047 kmq l’area del territorio pugliese influenzata da erosione, supera i 148 kmq quella industriale e urbanizzata a rischio ed è pari a quasi 500 kmq la superficie di alto valore ecologico interessata dal problema. La Puglia con i suoi 836 km di costa, di cui 208 quelli in forte erosione, possiede diversità ambientali, naturalistiche e morfologiche da tutelare.

Al convegno prenderanno parte Francesco De Rinaldis Saponaro, vice presidente TCT srl, Michele Scardi professore di ecologia all’Università di Tor Vergata Roma, Marco Milanese professore all’Università del Salento, Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto, Loredana Capone, vicepresidente Regione Puglia, Fabiano Amati, assessore alle Opere pubbliche, protezione civile, difesa del suolo Regione Puglia; Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, Giorgio Assennato, presidente ARPA Puglia e Sebastiano Venneri, vicepresidente Legambiente.  Modera Antonio Cianciullo, inviato de La Repubblica.

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