DA STASERA 89 VOLONTARI NEL CUORE DELLA FORESTA UMBRA PER IL CONTEGGIO DEL CAPRIOLO

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L’annuale conteggio di caprioli previsto da oggi e sino a domenica in Foresta Umbra. Un progetto, importante ed unico nel suo genere, promosso dal Parco Nazionale del Gargano, che, quindi, consentirà ai partecipanti (provenienti da ogni parte d’Italia) di vivere a diretto contatto con la natura soggiornando nel cuore pulsante del Gargano, proprio nell’anno internazionale delle foreste.

CONTEGGI DI CAPRIOLO ITALICO IN FORESTA UMBRA

Il progetto di conservazione del capriolo italico, come sempre promosso da Ente Parco, Regione Puglia e UE, è una delle attività dell´Osservatorio naturalistico, il servizio scientifico del Parco del Gargano. L´Osservatorio naturalistico è gestito dal Centro Studi Naturalistici Onlus, con le relative attività istituzionali di monitoraggio faunistico-ambientale tra cui quella sul capriolo italico.

L’OSSERVATORIO ha organizzando i conteggi annuali di capriolo in battuta che sono previsti dal 23 al 27 marzo in Foresta Umbra. Queste particolari attività di ricerca, per essere svolte, richiedono la partecipazione di volontari che hanno così l’opportunità di vivere un’esperienza di ricerca sul campo. Come sempre si alloggerà presso la base dell´Aeronautica “Jacotenente”, nel cuore della Foresta Umbra. L´arrivo è previsto per mercoledì 23 (in serata) e la partenza per domenica 27 (dopo le ore 17:30. Tutti i volontari sono ospitati gratuitamente, (i costi di vitto e alloggio sono a carico dell´Osservatorio naturalistico del Parco).

Monitoraggio Capriolo italico nell’ambito del Progetto Osservatorio Naturalistico

Il capriolo Capreolus capreolus è una specie che negli ultimi decenni ha conosciuto un notevole sviluppo demografico e geografico in molte regioni italiane ed europee.

Questo sviluppo, non solo dovuto a cause “naturali” come il ripristino spontaneo dell’habitat idoneo alla specie, è il risultato di attività di ripopolamento o re‐introduzione con individui alloctoni, principalmente a scopo venatorio.

Nel corso della storia, essa è stata cacciata prima dai romani, poi da Federico II di Svevia fino alle più recenti grandi cacce che durante l’ultima guerra e l’immediato periodo successivo ne hanno ridotto drasticamente la consistenza e l’areale di distribuzione.

In Italia, fino a circa 20‐30 anni fa, le popolazioni autoctone di capriolo avevano subito una notevole contrazione numerica e di areale. Infatti si ipotizzava che solo tre esigue popolazioni di capriolo fossero di origine autoctona. Il nucleo della tenuta Presidenziale di Castelporziano, vicino a Roma; nel Parco Nazionale del Gargano in Puglia; nei Monti di Orsomarso (Parco Nazionale del Pollino) in Calabria (Tassi, 1976; Perco, 1985).

Invece, è stato recentemente dimostrato (Lorenzini et al., 2002) che esiste effettivamente una differenza genetica, tale da poter definire come appartenenti alla sottospecie Capreolus capreolus italicus, già ipotizzata da Festa (1925), le popolazioni dell’Italia centromeridionale. Il lavoro di Lorenzini et al. (2002), inoltre, dimostra l’esistenza di una caratteristica genetica unica (un particolare aplotipo) che la differenzierebbe anche dalle altre popolazioni di capriolo italico.

Attualmente, oltre che sul promontorio del Gargano, nei Monti di Orsomarso (P.N. del Pollino) enella ten uta Presidenziale di Castelporziano, è stato accertato che anche alcune popolazioni della Toscana meridionale appartengono alla sottospecie italica, mentre in Italia centro‐settentrionale domina il capriolo europeo. Nell’intero areale di distribuzione della sottospecie italica, la popolazione del Parco Nazionale del Gargano è certamente quella ecologicamente più isolata, dove è quindi più probabile che si possano essere conservate le caratteristiche originarie del capriolo endemico dell’Italia centro‐meridionale.

Descrizione del taxon e cenni sul suo stato di conservazione

Il capriolo del Gargano, da sempre considerato specie simbolo del Parco Nazionale, appartiene alla sottospecie italica che originariamente era diffusa in tutta l’Italia centromeridionale. Fino a poco tempo fa le conoscenze sullo status del capriolo sul promontorio del Gargano erano esigue e frammentarie. Il monitoraggio della popolazione, mai effettuato prima in modo sistematico, è stato avviato con le indagini preliminari svolte tra il 1995 e il 2001 prima dal Centro Studi Naturalistici Onlus insieme al Museo Provinciale di Storia Naturale di Foggia e quindi, con l’intensificarsi della collaborazione con l’Ente Parco, tramite l’Osservatorio Naturalistico del Parco Nazionale del Gargano. Nel 2002, in continuità con le attività già svolte dal Parco Nazionale del Gargano attraverso l’Osservatorio naturalistico che ha redatto uno specifico progetto, l’Ente Parco ha formalizzato la volontà di realizzare uno studio applicato alla conservazione della popolazione di capriolo con un incarico all’Università di Siena.

Con i dati conseguiti nella prima fase, l’Ente Parco ha acquisito indicazioni precise sulle successive azioni da attuare per la conservazione del capriolo (linee guida), dando avvio alla seconda fase, recentemente conclusa, consistente nell’applicazione delle azioni di conservazione previste in forma di interventi pilota, come la lotta al bracconaggio, sensibilizzazione e formazione, miglioramenti ambientali, monitoraggio della popolazione di capriolo e valutazione di un’eventuale competizione ecologica con il cinghiale.

Se per l’Italia è stata stimata una consistenza di circa 400.000 caprioli (Pedrotti et al., 2001), di questi probabilmente non più di 10.000 capi di C. c. italicus (Lorenzini et al., 2002) possono essere ipotizzati in Italia centromeridionale, con una forte predominanza numerica delle popolazioni toscane.

La numerosità della popolazione di Capreolus capreolus italicus presente nel Promontorio del Gargano, pur non essendo ancora possibili stime numeriche attendibili, molto probabilmente contribuisce solo in piccola parte all’intera consistenza del capriolo italico in Italia centromeridionale. Tuttavia, rappresentando uno degli ultimi nuclei isolati ancora presenti nell’Italia centromeridionale, l’autoctonia e la particolare situazione zoogeografica fanno di questa popolazione un’entità faunistica di notevole interesse scientifico, conservazionistico e gestionale, di importanza maggiore rispetto agli altri nuclei autoctoni italiani (Perco, 1985, Gioiosa, 2008).

Quindi se altrove il capriolo è specie comune e relativamente facile da osservare, sul Gargano la specie è ancora rara: I conteggi effettuati nel 2004, 2005 e 2008 hanno fornito valori di densità pari a circa 6 caprioli/100 ettari (contro i 25‐40 capi/100 ha presenti in molte aree dell’Appennino centro‐settentrionale e delle Alpi).

La situazione attuale del capriolo del Gargano è principalmente minacciata dal bracconaggio, la presenza di cani vaganti e un habitat non sempre idoneo a causa del pascolo non pianificato e una gestione forestale che, ove applicata, non sempre è favorevole.

OBIETTIVI

Gli obiettivi specifici dell’intervento, in riferimento alle funzioni dell’Osservatorio naturalistico, sono il proseguimento delle attività di monitoraggio finalizzate alla conservazione del capriolo italico con elaborazione di strumenti operativo‐gestionali fondamentali per la sua gestione (e.g. serie annuali di conteggi, cartografia faunistico‐ambientale, banca dati faunistici, diffusione delle informazioni, etc.).

AZIONI

Tra alle altre azioni di conservazione citate si ritiene strategico per la popolazione di capriolo italico presente nel Parco, il proseguimento dei programmi di monitoraggio continuativo (avviati da circa cinque anni) attraverso percorsi e conteggi in battuta.

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