ECOMAFIE, IL CASO CAMPANIA AL PARLAMENTO EUROPEO

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2.907 nel 2008 solo in Italia, con il triste primato della Campania. Ben 573 i reati legati alla gestione criminale di cemento e smaltimento illegale dei rifiuti. Partendo da questi dati, elaborati nel “Rapporto Ecomafia 2009”, l’eurodeputato del PdL Aldo Patriciello ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea sul tema “Campania: patria delle ecomafie italiane”. “Si stima che negli ultimi tre anni in Campania – ha affermato l’On. Patriciello – siano stati smaltiti illegalmente oltre 13 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, provenienti soprattutto dal Nord Italia. La Guardia di Finanza ha individuato circa 1.035 discariche abusive che inquinano il suolo e l’acqua provocando gravi danni per la salute. Le amministrazioni – ha continuato il deputato europeo – devono avere parte attiva e capacità di opporsi al controllo del territorio da parte di organizzazioni criminali. Episodi che dimostrano la gravità del problema dell’inquinamento del territorio sono all’ordine del giorno. Succede in Molise, come dimostrato da una recente operazione dei carabinieri del Noe in provincia di Isernia, come in Campania, dove in provincia di Caserta negli ultimi mesi i roghi hanno interessato le discariche in cui erano ammassate le ecoballe. Abbiamo chiesto alla Commissione Europea che, in considerazione delle difficoltà che si registrano a livello locale, si attivi per instaurare una cooperazione con le amministrazioni, supportandole finanziariamente, incentivando la tutela del territorio con un programma specifico. In sostanza mettere in campo misure, parallele a quelle di competenza dello Stato, che possano spronare ad eseguire maggiori controlli e limitare l’azione illegale perpetuata da troppi anni sul territorio campano”.

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