LA CISL: FUTURO DI QUARANTAMILA LAVORATORI AGRICOLI A RISCHIO

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“Il futuro di 40 mila lavoratori agricoli in provincia di Foggia e di centinaia di migliaia in tutto il Paese è a rischio. Per questo, in previsione dell’incontro tra Governo e parti sociali, è fondamentale mantenere alta l’attenzione sulle problematiche che interessano il settore agricolo di cui si sta discutendo a livello nazionale”. E’ quanto afferma il segretario generale della Fai Cisl di Foggia, Franco Bambacigno, che auspica “la più ampia mobilitazione dei lavoratori agricoli di Capitanata, ed il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali – a cominciare dai sindaci e dai prefetti – al fine di contribuire in maniera significativa a respingere alcuni preoccupanti tentativi contenuti in una manovra che, dietro alle belle parole, nasconde la scelta di fare cassa, tagliando redditi, prestazioni e tutele alle fasce più deboli”.
I sindacati protestano contro la proposta del Governo di riforma dei trattamenti di disoccupazione. “Il Governo continua a non fornire – contestano tutte le organizzazioni sindacali del settore – alcun documento a supporto delle tesi che sostiene; il negoziato continua a vivere più di annunci che di atti concreti. Si dichiarano scelte i cui effetti non sono supportati da calcoli sulle ricadute, si propongono soluzioni senza indicare le conseguenze”.
Per i sindacati, “l’ipotesi ventilata dal Governo di mettere mano al trattamento di disoccupazione agricola è emblematica. Viene formulata una decisione senza spiegare quali ricadute produca sui lavoratori e senza porsi il problema del che fine fa il resto della normativa specifica. Se si modifica il trattamento di disoccupazione agricola probabilmente si intendono modificare anche gli elenchi anagrafici, ma in questo caso al diritto alle prestazioni cosa accade? Non è dato sapere. E’ evidente però che nel progetto del Ministro Fornero i braccianti non sono i fruitori della ‘paccata di miliardi’ che intenderebbe mettere nel negoziato, anzi le loro prestazioni verrebbero drasticamente ridotte”. Pertanto, la Fai Cisl resta fiduciosa che “le ragioni dei lavoratori agricoli vengano valutate attentamente e riconosciute, al fine di garantire l’occupazione nel settore ed il mantenimento dei diritti previdenziali acquisiti”.

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