Birra artigianale: dal profumo alle materie prime, una serata

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Birre da scoprire rigorosamente alla cieca, partendo dall’aspetto visivo per capire quanto le birre artigianali possano essere differenti per stile, tipo di lavorazione, ingredienti utilizzati e grado alcolico. Questo ed altro sarà al centro della serata “Che birra è”, che si terrà martedì 4 dicembre, a partire dalle ore 20, presso il Birrificio Irpino di Manocalzati (Avellino).

Una degustazione approfondita che non vuol essere però un momento “accademico”, ma uno scambio di opinioni sulla bevanda sociale e conviviale per eccellenza, che in Irpinia trova una delle sue espressioni rigorosamente “local”.

A guidare la degustazione – che sarà seguita da una cena speciale studiata sugli abbinamenti con le birre proposte – sarà Alfio Ferlito, da anni appassionato e degustatore, curatore del sito www.beerpassion.it.

 

“Quella di martedì 4 dicembre sarà una serata di introduzione alla birra e alle modalità di degustazione – spiega Ferlito – ma anche di divertimento e conoscenza. Partiremo dalla divisione delle birre a partire dal colore, tre dorate e tre ambrate, e da qui ci renderemo conto man mano, seguendo i vari passi, come lasceremo sempre più da parte il ricordo gustativo della birra industriale, sempre uguale a se stessa, pastorizzata, filtrata, che ha la necessità di rimanere sugli scaffali dei supermercati per mesi e mesi, e che alla fine rischia di ritrovarsi ad essere sempre uguale in ogni parte del mondo. La serata “Che birra è” mostrerà invece a tutti che esistono birre che ci aprono un vero e proprio mondo sulle produzioni di qualità: ne sentiremo i profumi, ne assaporeremo il gusto, scoprire materie prime di ottime qualità e capiremo come questi siano prodotti che non badano a spese, lontani anni luce dagli standard della produzione industriale”.

 

La serata del 4 dicembre sarà dunque un modo per “aprire gli occhi sulla birra”: “Andremo oltre l’immagine visiva – sottolinea Ferlito – utilizzando tutti i sensi e scoprendo come anche un pubblico non esperto può arrivare facilmente a capire cosa significa bere una birra di qualità. Accanto a noi esistono birre artigianali ottime, prodotti sani,che valorizzano il territorio e che, una volta provati, diventano compagni irrinunciabili, passando da un consumo poco meditato ad uno consapevole. In Italia il consumo di birra è ancora decisamente spostato su quella industriale, ma dagli anni ’90 ad oggi siamo già arrivati alla realizzazione di 350 microbirrifici. E’ un mercato ancora difficile ma certamente in espansione, anche per la versatilità che offre negli abbinamenti gastronomici. Per l’Irpinia, terra di grandi vini, avere anche grandi birre e certamente un bel vantaggio”.

Appuntamento quindi per martedì 4 dicembre, con inizio alle ore 20.00, con l’iniziativa “Che birra è?”, degustazione di birre alla cieca tenuta da Alfio Ferlito. I partecipanti saranno chiamati a descrivere le birre, divise in due gruppi – il primo composto da tre chiare, il secondo da tre birre ambrate – su apposite schede. Chi si avvicinerà maggiormente alle caratteristiche delle birre in degustazione sarà il vincitore e verrà omaggiato con una magnum di Memoriae, l’ultima creatura di Luigi Serpe del birrificio Maltovivo, anch’egli presente alla speciale serata.

Seguirà cena a cura dello chef del Birrificio Irpino, Carmine Della Bruna, composta da un benvenuto, una zuppa di stagione, tagliata di maiale, dolce e birra da dolce. Il costo della serata è di euro 25 (necessaria la prenotazione)

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