LA PERANZANA UNISCE IL TERRITORIO: SUCCESSO PER LA 1^ EDIZIONE DEL FESTIVAL

Editoriali

La Peranzana come comune denominatore capace di unire associazioni, produttori, istituzioni, promotori della cultura e del territorio. È questo il messaggio corale emerso durante la due giorni del “Festival della Peranzana, l’oliva del Principe”, andata in scena il 9 e 10 maggio a San Severo, che ha coinvolto l’intera comunità mettendo al centro la valorizzazione della cultivar identitaria dell’Alto Tavoliere, patrimonio agricolo, culturale e gastronomico del territorio.
«La Peranzana non riguarda soltanto gli addetti ai lavori o i produttori, che ne sono i principali interpreti, ma esige uno sforzo di consapevolezza e un racconto collettivo che coinvolga tutti. Perché un territorio è tale e si racconta quando ciascuno può farne esperienza», ha affermato Massima Manzelli, presidente dell’Associazione La Peranzana, convinta che la consapevolezza dell’identità custodisca la storia millenaria della comunità e rappresenti una risorsa per lo sviluppo dell’agricoltura con uno sguardo innovativo.
«L’idea del festival è nata quasi per gioco, come una sfida per mettere in campo attività capaci di risvegliare lo spirito di appartenenza, con la finalità di valorizzare la nostra identità e le nostre radici», ha evidenziato Lidia Antonacci.
Il ricco programma del Festival – promosso dall’Associazione La Peranzana in collaborazione con Flavor culturadigusto Associazione di Assaggiatori Professionisti, il Comune di San Severo, il Comune di Torremaggiore e il Comune di San Paolo di Civitate – ha proposto un intenso viaggio attraverso sapori, narrazioni, incontri e spettacoli, facendo riscoprire il profondo legame tra la Peranzana e il territorio che da secoli la custodisce.
L’apertura e la giornata del 9 maggio si sono svolte a Palazzo Celestini, nel cuore di San Severo, mentre il 10 maggio il Festival si è spostato in campagna, a Posta del Principe, luogo profondamente legato alla storia della famiglia De Sangro.

Gli Sbandieratori e Musici Florentinum di Torremaggiore hanno animato piazza Municipio con colori, musica e tradizione, dando ufficialmente il via alla manifestazione. A seguire, nella splendida cornice di Palazzo Celestini, emozioni e identità territoriale con “Io sono Peranzana”, omaggio teatrale realizzato in collaborazione con l’Ente Morale De Sangro e interpretato da Elena Carafa della compagnia Foyer ’97: un racconto intenso dedicato alla storia e all’anima della cultivar simbolo dell’Alto Tavoliere.
Il Festival è poi entrato nel vivo con i saluti istituzionali del sindaco di San Severo Lidya Colangelo, del sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo, della senatrice Gisella Naturale e con gli interventi dei promotori del progetto: Massima Manzelli e Lidia Antonacci rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione La Peranzana; Anna Mariani consigliera comunale e coordinatrice del progetto; Marco Fenni presidente dell’Associazione Flavor. A presentare la manifestazione sono stati  Michele Princigallo, responsabile Ufficio stampa del Comune di San Severo, insieme a Lidia Antonacci.

«Abbiamo ritenuto di fare questo festival coinvolgendo tutti gli attori protagonisti che rappresentano un riferimento per la nostra Peranzana, una cultivar dai valori organolettici eccezionali. Come amministrazione abbiamo creduto fortemente in questo progetto perché, quando si tratta di parlare di prodotti locali capaci di dare lustro al nostro territorio, non esistono colori politici. La Peranzana è un’eccellenza straordinaria di cui andiamo fieri. Ci auguriamo che anche le amministrazioni future possano sostenere questo progetto affinché possa avere ancora lunga vita», ha dichiarato Anna Mariani.

Grande partecipazione hanno registrato i momenti di approfondimento dedicati alla biodiversità e alle caratteristiche della Peranzana, con esperti e professionisti del settore. Barbara Alfei, Capo Panel di AMAP Marche con “Peranzana in Rassegna” ha messo in evidenza i tratti varietali della cultivar nel panorama della biodiversità.
Stimolante anche il confronto con l’istituto scolastico “Fiani Leccisotti” di Torremaggiore attraverso l’incontro “Racconti di Peranzana, nuove prospettive ed opportunità per i giovani”, a cura del GAL Daunia Rurale 2020, che ha dimostrato quanto sia importante la formazione e la trasmissione del sapere e della storia alle nuove generazioni.
Tra gusto e cultura, il pubblico ha vissuto un’esperienza divertente con lo spettacolo di teatro-cucina “Condimento lodEVOle, benessere notEVOle”, a cura di AMMI, con Francesca Menanno, biologa nutrizionista, e Paola Marino della compagnia Spazio OFF Teatro Cucina.
Grande partecipazione anche per lo show cooking “L’Olio e il suo piatto”, a cura della Pro Loco San Severo e del Distretto del Cibo della Daunia Rurale, con protagonisti gli chef Nicola Sabatino e Giuseppe Scarlato dell’IIS Einaudi Grieco, che hanno preparato orecchiette con datterino giallo su crema di ceci ed erbette spontanee. A guidare i presenti nel corretto abbinamento tra olio e cibo sono stati Marco FenniRoberta Fiordelmondo di Flavor.
Con “L’ABC dell’olio”, breve corso di avvicinamento all’assaggio dell’extravergine, Palmiro Ciccarelli di Flavor ha guidato i partecipanti tra profumi, sapori e caratteristiche degli oli EVO, insegnando a riconoscerne qualità e peculiarità. Grande entusiasmo anche per “Giochiamo con l’Olio: identikit della Peranzana”, a cura di Flavor con Roberta Fiordelmondo. I partecipanti si sono messi alla prova assaggiando cinque oli diversi, cercando di individuare quello ottenuto da Peranzana: un’esperienza coinvolgente tra curiosità, gusto e scoperta delle caratteristiche che rendono unico questo olio.
Ampia partecipazione si è registrata negli spazi espositivi allestiti tra piazza Municipio e la Galleria Nino Casiglio, dove protagonisti sono stati i produttori di olio Peranzana, le eccellenze del territorio, lo stand della FIOI Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti con tutte le varietà di oli pugliesi, la mostra fotografica P(h)OTOGRAFANDO ULIVI a cura del Circolo Fotografico Estate 1826, gli stand di Campagna Amica – Coldiretti con i prodotti tipici locali e della CIA con i prodotti degli associati.
Tradizione, spiritualità e cultura si sono intrecciate al Festival della Peranzana con “Olio Benedetto!”, viaggio alla scoperta del profondo legame tra l’olio e i riti sacri. Durante la visita guidata alla Chiesa dei Celestini, i partecipanti hanno potuto conoscere simboli, tradizioni e significati legati all’utilizzo dell’olio nella spiritualità e nella storia religiosa. L’iniziativa, curata dal Club del Territorio San Severo – TCI, ha visto gli interventi del Padre Guardiano del Convento dei Cappuccini Antonio Tartaglia e del docente di Storia dell’Arte Christian de Letteriis, che hanno accompagnato il pubblico in un racconto affascinante tra fede, arte e cultura del territorio.

Domenica 10 maggio il Festival si è spostato alla Posta del Principe De Sangro per una giornata immersiva tra storia e degustazione. A volere fortemente che la seconda giornata del Festival della Peranzana si svolgesse in questo luogo è stato Pierluca Capuano, consigliere dell’Ente Morale De Sangro. Presente anche il Presidente dell’Ente Morale De Sangro Gianluca Orlando.
L’obiettivo è stato duplice: da una parte riavvicinare la comunità alla campagna e sensibilizzare a vivere l’ambiente rurale, dall’altra riscoprire il legame della Peranzana con la figura di Michele De Sangro.
Questo luogo è testimone della storia e della presenza di Michele De Sangro, figura affascinante raccontata con passione da Giuseppe Clemente, presidente onorario del Centro di Ricerca e Documentazione Storia di Capitanata. Undicesimo e ultimo Principe di San Severo, nato a Napoli nel 1824 e morto a Torremaggiore nel 1890, trascorse un periodo della sua vita a Parigi dedicandosi allo studio dell’agricoltura. Studiò inoltre i metodi agrari diffusi in Gran Bretagna e le macchine a vapore. Intorno al 1870, accompagnato da Elisa Croghan, figlia dell’amico e illustre botanico Ugo Croghan, ritornò a Torremaggiore e si prese cura dei suoi estesi fondi, migliorando i metodi di coltivazione e facendo arrivare dall’Inghilterra e dall’America nuove macchine agrarie.
Durante il 1800 l’olio era ancora riservato, nell’impiego alimentare, ai ceti più ricchi e alle città; solo alla fine del secolo si assisterà alla piena diffusione del consumo familiare dell’olio d’oliva, accompagnata da un incremento dell’olivicoltura. Ed è proprio in questo contesto che vengono impiantati nuovi oliveti e innestati quelli esistenti con la varietà importata dalla Provenza, da cui prende il nome la cultivar Peranzana.
Dopo il corso di degustazione di olive da mensa “A tavola con la Peranzana” a cura di Flavor e guidato dall’assaggiatore esperto Tonino Cioccolanti, il Festival si è concluso con un momento conviviale: l’aperitivo esperienziale a base di acqua sala, pancotto e mozzarelle, firmato dallo chef Marco Popolo del Ristorante Tenuta Santa Giusta, con la partecipazione di ANFFAS Torremaggiore e della maestra casearia Raffaella Splendido, accompagnato dalle musiche de I Terrazzani e dall’intrattenimento artistico “La terra dal contenuto al contenitore” dedicato alla terracotta con Francesca Mastropasqua e Chiara Cipriani dell’associazione Meraki.

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